Imperia: caso Seris-Falbo, consiglio boccia contestazione incompatibilità. Scintille Abbo-Scajola/La discussione

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La maggioranza, compatta, ha espresso voto contrario, al termine di una discussione molto accesa.

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Il consiglio comunale ha bocciato la contestazione di incompatibilità per il consigliere comunale di Area Aperta Giuseppe Falbo, presentata dall’opposizione. In caso di esito positivo il consigliere avrebbe avuto 10 giorni per dimettersi o rimuovere le cause di incompatibilità.

La contestazione, lo ricordiamo, segue l’affidamento, alla società del consigliere Falbo, la Clean Star, da parte della Seris, società partecipata al 100% del Comune di Imperia, del servizio di pulizia degli stabili comunali.

La maggioranza, compatta, ha espresso voto contrario, al termine di una discussione molto accesa, con protagonisti, in particolare, il consigliere Guido Abbo e il Sindaco Claudio Scajola.

Il consigliere Falbo ha deciso di uscire dall’aula durante la discussione.

Guido Abbo

“Mi trovo in imbarazzo. Basterebbe l’etica, è una situazione grottesca. La gestione della cosa pubblica deve essere trasparente, lo dicono il buon senso e l’etica. Bisogna fare delle scelte. La responsabilità non è di Falbo, ma del sistema. Non ho niente contro nessuno. Queste situazione creano disagio. Io sono contro questo modello di gestione pubblica basato sul potere. La commissione tra interessi pubblici e privati dà un pessimo esempio. La politica dovrebbe avere una funzione educativa.

Il vostro modello è quello che copia il compito in classe, ma non si fa beccare, che tradisce la moglie, ma non si fa beccare e va in chiesa. Il mio è un discorso pragmatico. L’etica è un pilastro fondamentale. Non si dovrebbero creare a monte queste situazioni. Il vostro sistema premia il furbo. Il problema siete tutti voi che oggi obbedirete all’ordine di scuderia, senza etica”.

Alessandro Savioli

“Non è una crociata contro falbo. Questa pratica porta al centro il rispetto delle regole, la credibilità del consigliere comunale. Non è dignitoso tenersi la poltrona e ottenere profitti privati dall’ente che si rappresenta. Mi sarei aspettato una scelta coraggiosa del collega Falbo. Se si andrà avanti con questa vicenda, chi ne perderà saremo un pò tutti noi, la nostra credibilità. Sarebbe un altro passo indietro della politica”.

Andrea Landolfi

“Non entro nel merito della pratica. Non siamo venuti qui questa sera per sentirci insultare, per sentire che siamo cattivi padri di famiglia, traditori. Il consigliere Abbo si deve vergognare per le parafrasi che ha usato per descrivere tutti noi. Noi siamo persone per bene, professionisti, dipendenti, padri di famiglia. Non si può permettere di dire che non abbiamo moralità. Non siamo nulla di quello che ha detto il consigliere Abbo. Si è superato il rispetto delle persone che sono sedute qui dentro”.

Luca Falciola

“Mi unisco alle parole appena pronunciate dal collega Landolfi. Le frasi del consigliere Abbo devono essere analizzate dallo stralcio delle registrazioni del consiglio comunale. Ritengo questo dibattito sulla presunta incompatibilità in parte inutile. Un argomento mal posto nei modi e nei termini utilizzati, sia all’interno della domanda, sia per il livore del linguaggio utilizzato. Non è argomento di diretto interesse del consiglio comunale.

E’ necessario fare chiarezza, per evitare che alcuni possano far nascere false ombre politicamente strumentalizzate sull’operato dell’amministrazione. Bisogna fare chiarezza per far si che queste falsità vengano taciute e smentite. Qui non c’è una gestione della cosa pubblica basata sul potere. Non ci sono commistioni di interessi pubblici e privati e se vi fossero lo dovrebbe dimostrare. Non ci sono ordini di scuderia.

Io ho ragionato su ciò che sto per dire, mi pare evidente come in questo caso ci sia un processo sommario, di criminalizzazione, di accusa, non solo nei confronti di un consigliere, ma nei confronti di un’amministrazione. Insinuando il sospetto di presunti favoreggiamenti.

E allora voglio anche io fare chiarezza. Ci sono due momenti da analizzare. La partecipazione del consigliere Falbo alla procedura di affidamento dell’appalto Seris, corretta e legittimata dal suo ruolo di imprenditore. Poi la presunta incompatibilità. Noi ci dovremmo togliere le vesti di consiglieri e grazie a questo intervento della minoranza andarci a mettere la toga di giudice amministrativo o di avvocato di esperto amministrativo.

Il nostro è un ruolo politico. E’ vero che è competenza del consiglio dibattere su quelle che sono situazioni di compatibilità e incompatibilità, ma si basa su presupposti politici e soggettivi. Non siedo in consiglio per dire se il mio collega può o meno sedervisi. Si parla di questa chiara incompatibilità, ma ci sono dieci giudizi a favore e otto contrari. Mai una lettura unica.

E’ difficile per gli organi preposti, figuriamoci per il consiglio comunale. Ed allora per quale motivo io oggi mi devo alzare e dire a un consigliere comunale, che legittimamente siede in questo consiglio, che legittimamente ha ha partecipato alla gara proposta da Seris, e legittimamente ha vinto, di dimettersi. Questa non è la sede giusta. Non si può utilizzare il ruolo del consigliere per diventare giudice. La gara è indetta da Seris e non dal Comune di Imperia. E questo è un elemento importante. Incompatibile o no? Io non lo so. Deve essere chiesto a organi competenti”.

Davide La Monica

“Sono in imbarazzo per questa pratica. Falbo è un ragazzo corretto, educato. Io sono solidale verso chi fa impresa. Diversamente da quanto asserito dal collega Falciola, non stiamo facendo un processo a Falbo. Sono d’accordo che la materia incompatibilità sia di difficile interpretazione. Condivido in parte il parere del segretario generale. Mi dispiace essere visti come i cattivi. Io credo che nei prossimi anni Falbo ci ringrazierà. Gli evitiamo una brutta figura. Così non si può andare avanti. Ho studiato questa pratica giorno e notte. Ce ne sono tantissime di sentenze, però io sfido chiunque, qualunque professionista, a dire il contrario. Non si è verificata alcuna situazione simile in nessun comune italiano.

A mio modo di vedere vi sono tre profili di incompatibilità. Il consigliere Falbo ha votato una delibera per affidare il servizio di pulizia degli stabili comunali a Seris. E’ stato un errore di opportunità.  Possibile, visto il settore in cui opera, che non si sia chiesto se non fosse meglio non votare? Poi è stato invitato da Seris. Se errore c’è stato è di Seris, ma è anche vero che si tratta di una società su cui il Comune dovrebbe avere il controllo.

Falbo sta svolgendo il servizio di pulizia degli immobili comunali, percependo compensi dal Comune. E’ una sovvenzione continuativa. Io ero stato a favore del ritiro della pratica, perché speravo che il consigliere Falbo facesse un passo indietro o in un senso o nell’altro.

Poi c’è il problema del conflitto di interessi, come si evince dal parere del legale Seris Massimo Lovese. Nel cda di Seris siede un componente che ha rapporti di debito-credito con Falbo. Era cliente del consigliere Falbo. Questa la trovo l’epopea della questione. Non è una vicenda frequente, che capita tutti i giorni. Visto che si tratta di un fatto nuov, abbiamo ritenuto di parlarne. E’ competenza del consiglio comunale avviare questa procedura, consentita dalla legge”.

Fabrizio Risso

“Devo dire che sono in imbarazzo. Non pensavo saremmo arrivati a discutere questa pratica. Pensavo si potesse risolvere in maniera diversa. Fare il consigliere è un onore, ma anche un onere. Bisogna prendere decisioni importanti che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini. C’è un momento in cui bisogna fare delle scelte. Falbo doveva scegliere se fare l’imprenditore o il consigliere. E’ una situazione paradossale.

Occorre ribadire un concetto. Se si fa il consigliere non è possibile partecipare a gare relative a società alle quali il Comune dà sovvenzioni continuative. Bisogna fare una scelta. L’invito che faccio al consigliere Falbo è di fare una scelta.

Noi non siamo qui a giudicare nessuno. Ritengo che questa discussione sia indispensabile. Non farla sarebbe stata una mancanza nel ruolo della minoranza. La discussione è corretto che si faccia in questa sede. La situazione è anomala, sussistono profili di presunta incompatibilità. Discutendone si garantisce al consigliere Falbo, che apprezzo per la sua decisione di abbandonare l’aula, la possibilità di difendersi.  Per me, per quel che riguarda l’opportunità, non ci sarebbe neanche da discutere. Per me l’interesse personale non deve prevalere sull’interesse collettivo. Io pensavo che l’amministrazione trovasse una soluzione a questo problema e ci togliesse da questo imbarazzo”.

Roberto Saluzzo

La minoranza ha chiesto un dibattito pubblico perché ha rilevato una presunta incompatibilità e non è stato possibile avere un parere per chiarire se c’è o non c’è. Abbiamo chiesto un parere al segretario, che ha prodotto un parere dal quale non si evince una risposta certa. In Commissione sembra che la valutazione dell’incompatibilità spettasse ai consiglieri. Non è cosi e non sarà cosi. Deciderà un giudice. Ma per andare a giudizio c’è un iter. Faremo un passo dopo l’altro.

Ho letto oggi la presa di posizione di Garibbo, Ciccione e Ramoino . Finalmente un atto di coraggio. Avete preso una posizione chiara. C’è un aspetto morale che voglio sottolineare, mi riferisco all’atteggiamento di alcuni consiglieri che sono seduti in questa aula, che hanno manifestato nei corridoi perplessità, dubbi, sulla posizione del consigliere Falbo. Quelli che sono seduti qui sono uomini e caporali? Mi hanno confessato di avere dubbi, ma voteranno contro. Siete uomini o caporali? Io ho scelto di essere leale, non fedele. Perché fedele è il cane. Qui una responsabilità oggettiva c’è. Noi vogliamo poterci guardare allo specchio e dire che siamo leali, non fedeli, anche davanti ai nostri figli. Se qualche dubbio c’è, potevamo chiedere insieme un parere al Prefetto e al Ministero invece che arrivare a questo dibattito stucchevole, che rappresenta, a mio modo di vedere, la pagina più brutta di questa assise. Se questi sono i temi che affrontiamo non possiamo poi stupirci che le persone si allontanino dalla politica. Una pessima figura, per tutti noi”.

Monica Gatti

“Siamo 32 consiglieri, più un sindaco. Una composizione variegata. Nel momento in cui ci candidiamo dobbiamo fare delle scelte. Sappiamo che in caso di elezione possiamo guadagnare qualcosa in termini di risposte verso i cittadini, possiamo rispondere alle aspettative della comunità.  Ma mettiamo in conto anche la perdita di opportunità di lavoro. Qui in tanti rinunciano a una causa, a un ruolo, a un appalto. Allora quello che voglio dire è che quando ci sediamo qui dobbiamo ispirarci al principio di imparzialità. Davanti a tutto c’è l’interesse generale.

In Italia casi di incompatibilità ce ne sono stati tanti, ma il testo unico pone delle regole. E le regole ci dicono che chi deve avviare questo procedimento è il consiglio. Io mi rimetto alla decisione del consiglio comunale. E’ la seconda volta che si parla di incompatibilità. Prendiamo una decisione tombale. Cosa si può fare e cosa no?”.

Vincenza Garibbo

“Certamente mi trovo in imbarazzo. Il consigliere Falbo è una persona seria. Non ho le competenze dottrinali degli avvocati. Ho ascoltato le affermazioni dei consiglieri Abbo e Savioli, le ho trovate un pò pesanti. Su questa pratica bisogna fare chiarezza. Compatibile o non incompatibile? Nessuno di noi può dirlo. Sono i fatti che parlano per la nostra amministrazione. Possiamo noi rimuovere il consigliere Falbo? Ci sono interpretazioni giuridiche contrapposte. Credo che le situazioni poco chiare debbano essere chiarite dagli organi competenti”.

Luca Lanteri

Credo sia stato giusto portare in consiglio questa pratica. E’ una situazione di imbarazzo, spinosa. Ma è nostro dovere, da consiglieri, affrontarla. Falbo l’ho conosciuto in questi due anni e mezzo, gli voglio bene. E’ un ragazzo che ha messo su un’azienda, chapeau. E’ anche una bella cosa che abbia voglia di fare politica. Però bisogna avere l’onestà intellettuale di affrontare i problemi. E’ un problema etico e morale che non va affrontato come schieramenti politici, ma come persone serie che vogliono essere certi di fare le cose giuste. Siamo davanti a un’azienda che si propone di lavorare, di fatto, per il Comune. E’ una situazione conflittuale. Bisogna evitarle.

Il settore delle pulizie è difficile da controllare. Nel 1995 sono stato eletto, sconfitto. Claudio Scajola era il mio candidato e fu consigliere al mio fianco. Io ero direttore dei lavori di un’opera pubblica. Non appena entrato in consiglio non ho parlato neanche con lui, che era il mio leader politico. E mi dimisi dall’incarico“.

Innocente Ramoino

“Abbiamo parlato di morale. Un uomo quando fa qualcosa, ha sempre un pensiero dietro. Voi uccellate Falbo per fare uno sgambetto a questa amministrazione e al Sindaco. E’ due mesi che parliamo di Falbo. A chi giova? Avete peccato di superbia, con certe accuse nei nostri confronti, di invidia. Io facevo sport, ero uno schiappa, ma lo facevo con passione, e se qualcuno mi passava davanti non gli facevo lo sgambetto, semplicemente ammettevo che era più forte”.

Claudio Scajola

Quando è stata consegnata la richiesta di consiglio, leggendo i nomi, ho subito pensato ‘ma come, questa è la minoranza? che mette insieme la destra, il centrodestra, la lega, il pd, i socialisti, i cinque stelle, la sinistra?’.

Qual è il fine? Il fine è Falbo? Mi pare che l’intervento sgradevole, incolto, fuori dalla logica, infame, che mi è parso strano uscisse dalla bocca del consigliere che l’ha pronunciato, si commenti da solo. Per altro ho visto che l’ha proprio scritto, non è stato un momento di invidia o rancore per i nostri risultati.

Ognuno si qualifica per quello che fa e per come si pone. Odio l’ipocrisia. E’ stato un intervento utile, perché diversissimo dagli altri. Perché ha fatto capire che l’obiettivo era quello di distrarre l’opinione della gente da quelli che sono i problemi della città. E qualcuno di coloro che ha firmato per portare questa pratica in consiglio oggi non c’è, probabilmente l’ha capito.

Si è voluto sviare l’attenzione in maniera subdola. Non c’è nessun centro di potere affaristico in questa città. Non c’è un gruppo di potere, ma una lista civica, vittoriosa contro tutti. E nel ballottaggio, contro destra e sinistra, salvo alcuni che hanno capito per tempo quello che era il vero obiettivo. Si dovevano mantenere gli schemi partitici per dividere le poltrone tra partiti.

Dov’è il gruppo di potere? Questo è un atteggiamento da Robespierre, che ha fatto una brutta fine. Ma era colto. Ho sentito dire nei vari interventi che la materia è controversa. Ma se questo è il presupposto, voi cosa volete? Potremmo discutere di incompatibilità per chiunque. Monica Gatti, per esempio, è revisore dei conti di Rivieracqua e Liguria Digitale.

La scelta della democrazia è stata affidata al popolo, non a plotoni di esecuzione. Se votiamo questa delibera diciamo che il consigliere Falbo è incompatibile. Dal dopoguerra ad oggi, non è mai accaduto che il consiglio chiedesse l’incompatibilità di un consigliere.

Falbo è incompatibile o no? Anche io ho delle perplessità. Ma non do un giudizio. Saranno altri a decidere, o lui stesso. Ma non parteciperò mai a una votazione. Non ne ho titolo. Ci sono altre magistrature titolate a valutare questi aspetti. Su quanti si potrebbe fare un discorso simile? Usciamo dall’ipocrisia. In quanti cancellano il proprio incarico per metterci il fratello, il cugino, il socio di studio. L’assise non deve cercare di far male a un consigliere comunale.

Perché devo pronunciarmi se ho perplessità? Perché avvelenare questo clima? Questo povero ragazzo, non uomo di particolare cultura, viene dal niente. Ha iniziato un’attività faticando, un mestiere utile, dove lavora lui stesso, e mette insieme altre persone. Si è creato un’attività, è stato eletto dal popolo. Io ho parlato con lui 5-6 volte.

E’ venuto fuori il bando della Seris e ha partecipato. Ma vogliamo che lui sappia qualcosa di incompatibilità o no? Ha vinto la gara d’appalto in maniera legittima. Ho chiesto, il servizio in Comune è migliore, a un prezzo inferiore. Questo è un danno per il Comune? Questa è sostanza. Falbo poteva fare come tanti, non apparire nella società, ma esserci. Non voglio giudicare nessuno. Il mio leader è Papa Francesco. Io chi sono per giudicare? Perché voi volete farlo?

Le istituzioni si difendono con il popolo, invece che confabulando con alcuni avvocati che violano il segreto professionale. Il sottoscritto e la maggioranza non si intimoriscono con questi modi. Io un uomo solo al comando? Questa è un’amministrazione che ha progetti, ha la capacità di prendere finanziamenti. Una squadra che lavora, che non lascerà buchi nel Comune, ma solo opere. Questa deliberazione è invotabile. Gli altri spero che mi seguano.

Cosa succederà dopo? Valuterà il consigliere Falbo, valuteranno i consiglieri comunali se fare dei ricorsi per incompatibilità o meno. Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Maria Nella Ponte

Questa sera si deve prendere una decisione. Il consiglio è tenuto a esprimersi nei casi di incompatibilità. Nel caso in cui il consiglio non si dovesse esprimere, si agirà in sedi diverse. Questa è una questione etica, morale. Per questo ha riunito tutti i consiglieri di minoranza. In ordine alfabetico, senza un primo e un ultimo firmatario. Un’azione unitaria della minoranza.

Sono disgustata da quello che ho capito che il Sindaco vuole porre in essere. Indurre i consiglieri a non votare e ad abbandonare l’aula. L’atto più vile che si possa immaginare. Spero che i membri del consesso votino. E’ un triste primato dover votare una delibera di incompatibilità.

Questo genere di cose non sono aleatorie. La legge è chiara. Se il consigliere Falbo non avesse dipendenti, sarebbe lui a svolgere il servizio. Il Comune pagherebbe Seris che a sua volta pagherebbe il consigliere Falbo.

Ci tengo a precisare questo pensiero. La democrazia di cui il Sindaco parla è importante, ma fragile. Si basa sul principio cardine del rispetto spontaneo delle leggi. Rivolgo un appello ai consiglieri di votare a norma di legge, senza sottrarsi al dovere che la nostra carica ci impone”.

Davide La Monica

“Io credo nella democrazia e nei principi su cui si fonda. Non vogliamo rischiare di essere complici di una situazione di probabile illegalità. C’è una norma che lo consente. Noi possiamo dare a Falbo la possibilità di scegliere, di difendersi. La maggioranza non lo vuole fare. Andremo davanti a un Tribunale”.

Monica Gatti

“Cosa ci stanno a fare le norme se poi dobbiamo disattenderle? Qui di processi non se ne fanno. Non è mai uscito un articolo a nome Lega su Falbo, perché la ritengo una questione da affrontare nelle sedi opportune. Il Sindaco ha fatto riferimento alla mia posizione. Quando io sono stata eletta, il Comune non era socio né di Rivieracqua, né di Liguria Digitale. Ora la posizione del Comune è cambiata, ma le norme mi permettono di proseguire nel mio impegno. Io sono orgogliosa di questo consesso e di ascoltare i bisogni della gente, anche al di fuori di Imperia”.

Roberto Saluzzo

“Non siamo noi a fare uno sgambetto all’amministrazione, ma semmai Falbo. Al Sindaco devo dire che per certi versi lo condivido. Io non credo che siate un gruppo di potere, però questa sera non è che mandiamo a casa Falbo, gli diamo la possibilità di spiegarsi. Nessuno manda a casa nessuno.

Questo discorso su parenti e amici, Sindaco, è pericoloso, per tutti, per tutti”.

 

 

 

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