Incendio San Bartolomeo al Mare: “Io, sfollata, ora vivo in una casa in parte inagibile”. Il grido d’aiuto di Daniela. “C’è anche una perdita d’acqua che non si può riparare”/Foto e video

Attualità Golfo Dianese

La 48enne ha deciso di lanciare un appello alle istituzione affinché vengano accelerate le tempistiche per il dissequestro dello stabile in modo da mettere in sicurezza l’area per permettere a tutti di tornare a vivere in serenità.

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“Parte della mia casa è inagibile, non viviamo tranquilli“. Così afferma Daniela Danieletto, la 48enne residente nel palazzo di via Verdi a San Bartolomeo al Mare di fronte all’edificio che, lo scorso 2 marzo, è stato semidistrutto da un incendio.

Da quel giorno sono passati due mesi e, dopo un periodo trascorso dai genitori e altre due settimane in un agriturismo di un’amica, Daniela Danieletto il mese scorso ha fatto finalmente ritorno nella sua abitazione, ma solo una parte dell’appartamento è abitabile: il salotto, infatti, essendo adiacente alla facciata della palazzina a rischio crollo, è stato dichiarato inagibile dai Vigili del Fuoco. Altri vicini, inoltre, sono ancora sfollati.

Una situazione di stallo dovuta al fatto che l’intera area è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria che sta conducendo le indagini. L’inchiesta avviata per far luce sulle cause del rogo, lo ricordiamo, ha portato all’arresto di due persone, madre e figlio, ritenute responsabili, per via di dissapori mai sopiti con i vicini di casa, dell’incendio.

Ai disagi dei residenti si aggiunge anche un guasto all’acquedotto che sta causando, da 10 giorni, l’allagamento della piazza, ma che non può essere riparato perché il tubo rotto si trova all’interno dell’area transennata.

Per questi motivi, la 48enne ha deciso di lanciare un appello alle istituzione affinché vengano accelerate le tempistiche per il dissequestro dello stabile in modo da mettere in sicurezza l’area per permettere a tutti di tornare a vivere in serenità.

San Bartolomeo al Mare: a due mesi dall’incendio della palazzina

Daniela Danieletto

“Dopo la notte dell’incendio sono stata prima 12 giorni dai miei genitori, sperando in un rientro a casa. Dopodiché sono stata 19 giorni dalla signora Fresco, che ha messo a disposizione il suo agriturismo ad un prezzo di favore.

Infine, grazie all’intervento di un avvocato sono riuscita ad avere l’abitabilità, ma non in tutta la casa. La parte più esposta verso il pericolo del palazzo che crolla non è agibile.

Se mi dovessi trovare in quell’angolo dove c’è il salotto con il divano e dovesse crollare la casa, io sarei anche perseguibile penalmente. Con il letto siamo riusciti ad aggiustarci spostandolo.

Non è un vivere tranquilli. Quando c’è vento forte o un temporale, noi abbiamo sempre paura che ci crolli qualcosa in testa. Il terrazzo è completamente inagibile, pieno di macerie.

L’altro appartamento che è di due signori di Torino è completamente inagibile, ad oggi non sono ancora entrati in casa. Non c’è l’agibilità per il garage. Non c’è agibilità per una casa in fase di ristrutturazione, non si sa ancora se il soffitto è stato danneggiato. Anche un altro signore è sfollato da casa.

Insomma, è una situazione che inizia ad essere un po’ pesante. Vogliamo un minimo di chiarezza, che ci vengano almeno date delle tempistiche.

Si è aggiunto anche un ulteriore danno dovuto al danneggiamento di un tubo, che da 10 giorni continua a buttare acqua, che va sprecata e si riversa sulla piazza. Non è neanche semplice muoversi in questa maniera.

Continuano a dirci che ci sono tempi tempi tecnici, lo capiamo. Però a distanza di due mesi mesi trovarci ancora in questa situazione, che non si sa se crolla o non crolla, abbiamo paura di un temporale. Non viviamo tranquilli”.

 

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