Porto Imperia Spa: Cassazione conferma il fallimento. Ribaltata sentenza Corte d’Appello

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In appello la sentenza era stata riformata per un vizio procedurale nell’istanza presentata dalla Procura. 

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La Cassazione, ribaltando la pronuncia della Corte d’Appello di Genova, ha confermato il fallimento della Porto di Imperia Spa, società incaricata della gestione del porto turistico di Imperia, travolta dagli scandali giudiziari che portarono all’arresto, nel 2012, dell’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone.

Porto Imperia Spa: Cassazione conferma fallimento

La Cassazione ha accolto la tesi dei curatori fallimentari, Stefano Ambrosini e Lorenzo Filiberto Ferrari, e della Procura Generale, giudicando fondata l’impostazione adottata nel 2013 dal Tribunale di Imperia, che aveva dichiarato fallita la società.

In appello la sentenza era stata riformata per un vizio procedurale nell’istanza presentata dalla Procura.

La Porto di Imperia Spa, lo ricordiamo, gestiva il porto turistico di Imperia con una concessione cinquantennale (poi revocata). Era composta da tre soggetti, tutti al 33%, Comune di Imperia, Acquamare (società facente capo a Francesco Bellavista Caltagirone) e Imperia Sviluppo (società riconducibile all’imprenditore Gianfranco Carli).

Toccherà ora alla Corte d’Appello pronunciarsi sul fallimento della Porto di Imperia Spa che, oltre ad avere debiti non pagati per oltre 10 milioni di euro, non ha più la titolarità della concessione demaniale. Lo scorso anno, inoltre, il Tribunale di Imperia ha accolto la richiesta del Comune di Imperia di ammissione al  passivo del fallimento della Porto di Imperia Spa, riconoscendo all’ente un risarcimento danni, per un importo pari a circa 70 milioni di euro, per il mancato completamento del porto turistico e per il ritardo nell’esecuzione dei lavori.

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