Saman Abbas: il fratellino e lo zio, poi fuggito, fermati a Imperia. Per il 16enne una notte a Lucinasco, poi il trasferimento in una struttura protetta/La storia

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La notizia è stata confermata al nostro giornale. Il 16enne ha rivelato agli inquirenti che è stato lo zio ad uccidere la sorella.

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Si intreccia con Imperia la drammatica vicenda di Saman Abbas, la 18enne di origini pakistane scomparsa da Novellara (Reggio Emilia). Secondo la ricostruzione degli inquirenti la giovane sarebbe stata uccisa dallo zio, Danish Hasnain, 33 anni, in concorso con altri quattro indagati, per essersi rifiutata di aderire a un matrimonio combinato dalla famiglia.

Saman Abbas: la ricostruzione della vicenda, a Imperia

Lo zio, principale indiziato, e il fratello 16enne, sono stati fermati dalla Polizia di Ventimiglia, al confine, il 9 maggio scorso, durante un normale controllo. Ai tempi ancora non si sospettava che la giovane potesse essere vittima di un omicidio, non esistevano mandati di cattura o segnalazioni. 

Essendo entrambi senza documenti, zio e nipote sono stati così tradotti in Questura, a Imperia. Lo zio è stato foto segnalato, deferito all’autorità giudiziaria perché privo di documenti e invitato il giorno successivo a ripresentarsi per regolarizzare la propria posizione. L’uomo, però, è sparito nel nulla ed è tuttora ricercato.

Il nipote, invece, in quanto minore, è stato trasferito in una struttura di accoglienza per minori stranieri non accompagnati dedita a quarantena covid (dove gli ospiti restano 15 giorni prima di essere ricollocati in comunità alloggio) nell’entroterra di Imperia, a Lucinasco. Nel frattempo, i Carabinieri di Reggio Emilia, da verifiche sui propri terminali, hanno scoperto che il 16enne si trovava a Imperia. Hanno così contattato i colleghi di Imperia che si sono immediatamente attivati per proteggere il minore (il timore era che lo zio potesse fargli del male) che, dopo aver trascorso la notte a Lucinasco, è stato trasferito presso la Caserma di Imperia (dove i militari gli hanno fatto fare colazione) e prelevato, nelle prime ore del mattino, dai Carabinieri di Reggio Emilia, nel frattempo giunti sul posto, e tradotto in una struttura protetta.

Il fermo del ragazzo rappresenta un momento chiave nell’inchiesta. Obiettivo dello zio, infatti, con tutta probabilità, era quello di fuggire con il nipote in Francia per far perdere le proprie tracce. 

Una volta arrivato in comunità protetta il 16enne ha confessato l’omicidio della sorella da parte dello zio. Rivelazioni che hanno permesso agli inquirenti di aprire un’inchiesta per omicidio e di dare una svolta al caso. 

Il 16enne ha raccontato agli inquirenti che la sorella sarebbe stata strangolata e che lo zio lo avrebbe minacciato di morte, intimandogli di non raccontare nulla ai Carabinieri, nel caso in cui fosse stato interrogato.

Per la morte della giovane pakistana, la Procura Reggio Emilia contesta la premeditazione a cinque indagati: i genitori, i due cugini Nomanulhaq Nomanulhaq, 34 anni, e Ikram Ijaz, 29, e lo zio Danish Hasnain. Le indagini sono coordinate dalla procuratrice Isabella Chiesi.

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