Imperia: divieti di balneazione, critico Lucio Sardi. “Dall’amministrazione risposte surreali. Vengano programmati interventi sulla rete fognaria”

Imperia Politica

L’amministrazione li aveva giustificati come “Problemi dovuti ai lavori di protezione delle scogliere”.

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Lucio Sardi, esponente di Sinistra Italiana – Sinistra in Comune, interviene in merito alla vicenda dei recenti divieti di balneazione imposti a seguito delle analisi di ARPAL. L’amministrazione li aveva giustificati come “Problemi dovuti ai lavori di protezione delle scogliere.

Imperia: divieti di balneazione, l’intervento di Lucio Sardi

Con l’arrivo della stagione estiva, forse per rimpolpare la scarsa programmazione di eventi culturali e di spettacoli estivi, l’amministrazione ha deciso di dare un proprio contributo mandando in scena una rappresentazione di “amministrazione surrealista”.

La comunicazione del sindaco e degli assessori rispetto alla condizione della città è infatti uno stravolgimento creativo della realtà che deforma gli eventi non solo negandoli, ma addirittura mascherandoli con annunci o iniziative prive di senso, in perfetto stile dadaista.

Le strade cittadine sono in condizione di manutenzione pessime e quindi pericolose per l’incolumità di automobilisti e soprattutto motociclisti e ciclisti, in molte zone dove sono stati fatti malamente lavori di asfaltatura si creano addossamenti o addirittura si aprono piccole voragini.

In tutta risposta il sindaco Scajola, sfrecciando lungo i lisci corridoi del Municipio, annuncia un accordo con un’azienda privata per il lancio del servizio di sharing dei monopattini elettrici, proposta che fa temere che l’azienda in questione abbia scelto la nostra città perché specializzata nel testare la resistenza agli urti di questi apparecchi oppure perché interessata al lancio di modelli di monopattino da cross.

L’aumento esponenziale delle tariffe della nuova imposta unica sulla pubblicità e l’occupazione delle aree pubbliche deliberata dalla giunta Scajola ha fatto esplodere la protesta dei commercianti ed artigiani cittadini già colpiti dalla crisi legata al covid.

La risposta dell’amministrazione a chi protestava è stata che se tale tassazione era insostenibile potevano rimuovere le proprie insegne, invito preso alla lettera dagli imprenditori locali. Forse per rispondere alla reazione degli imprenditori il sindaco ha prontamente reagito nelle stesse ore con una parata in pompa magna di targhe dei nuovi automezzi ibridi (forse perché per metà alimentati a benzina e per metà con la nuova super tassa) acquistati dal Comune.

Se si valuta la condizione della rete fognaria cittadina, il funzionamento del depuratore e la condizione ambientale dell’habitat marino (che oggi vedono ampie zone della costa sottoposte a divieto di balneazione), le risposte dell’amministrazione Scajola vanno però oltre, raggiungendo la soglia del grottesco.

Ai problemi strutturali della rete fognaria che, come denunciato da comitati locali determinano fenomeni di sversamento di liquami in mare, si è risposto con interventi superficiali e non risolutivi, nessun intervento è stato annunciato dopo i casi di morie di animali alla foce dei rio Baitè, la perdita del tubo di rilancio a mare del depuratore, nonostante gli annunci dell’amministrazione, non risulta ancora riparata.

Non può quindi sorprendere che proprio nella zona vicina alla perdita della condotta del depuratore le analisi dell’Arpal abbiano rilevato presenza di batteri fecali che impongono il divieto di balneazione e che analogo divieto di balneazione sia stato previsto per tutta la zona costiera dal Borgo Cappuccini al Prino.

Le giustificazioni dell’amministrazione a questa grave situazione sono state appunto più che surreali perché con una sfilza di congetture declinate al condizionale (“I valori fuori norma riscontrati dall’Arpal potrebbero essere dovuti ai lavori di protezione delle scogliere”) prima paventa fantasiose motivazioni a giustificare i dati rilevati da Arpal, autoaccusandosi poi dell’inquinamento (“Si tratta di lavori necessari e che non possiamo sospendere”) e poi cerca di mettere in dubbio i rilievi di Arpal sulla base di proprie analisi delle acque che risulterebbero invece “di buona qualità”.

Suggeriamo al sindaco Scajola di adottare anche in questo caso un approccio realmente surrealista, si faccia fotografare a cavallo del ribollente tubo di rilancio del depuratore rotto mentre sventola la bandiera blu e annuncia che al largo della Galeazza invece di un allevamento di orate ne verrà realizzato uno di cefali.

Se invece si vuole ritornare alla realtà ed a essere seri, il sindaco e la sua amministrazione dovrebbero finalmente fare una operazione di verità, rappresentare il reale stato della rete fognaria e le sue criticità, i problemi relativi al funzionamento del depuratore e le ragioni per cui non è stata ancora riparata la perdita del rilancio a mare, per presentare poi un serio programma di interventi strutturali risolutivi.

Insomma l’esatto contrario della politica di annunci poco credibili, giustificazioni risibili, scarsa trasparenza e interventi di manutenzione superficiali che è il marchio di fabbrica dell’amministrazione Scajola.

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