Imperia: occupa casa popolare con la famiglia, 34enne assolto in Tribunale. “In stato di necessità non è reato”

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Il Comune di Imperia ha fornito alla famiglia un alloggio popolare dove, tutt’oggi, il nucleo vive e per il quale paga regolarmente il canone di locazione.

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Occupare una casa in stato necessità non costituisce reato. Lo ha stabilito il Tribunale di Imperia in una recente sentenza che vedeva sul banco degli imputati un 34enne tunisino (difeso dall’avvocato Sandro Lombardi del Foro di Imperia), accusato di invasione di edifici e deturpamento per aver occupato abusivamente un alloggio delle case popolari di via Airenti, di proprietà del Comune di Imperia, insieme alla moglie e a tre figli minorenni.

Imperia: occupa appartamento con la moglie e tre figli piccoli, 34enne assolto in Tribunale

I fatti risalgono al novembre del 2018, quando, a seguito della segnalazione di alcuni vicini, la Polizia Municipale di Imperia e i Servizi Sociali hanno scoperto l’occupazione abusiva da parte di una famiglia (composta dal padre 34enne, madre e tre figli minorenni) di un appartamento delle cosiddette “case parcheggio”, le case popolari di proprietà del Comune di Imperia.

Nel corso del sopralluogo, il 34enne avrebbe ammesso di aver forzato la porta di ingresso dell’alloggio, da tempo vuoto, in condizioni fatiscenti e privo di luce e gas, in quanto si trovava in preda alla disperazione dopo aver subito uno sfratto esecutivo a seguito alla perdita del lavoro. Il suo obiettivo, dunque, era quello di trovare un riparo immediato per la propria famiglia.

Il giorno stesso del sopralluogo, dopo il colloquio con gli assistenti sociali, il 34enne ha lasciato l’alloggio senza opporre resistenza, con la garanzia che fosse garantita una sistemazione di emergenza a moglie e i figli, mentre lui passava la notte nella sua auto.

Nel giro di pochi giorni, il Comune di Imperia ha fornito alla famiglia un alloggio popolare dove, tutt’oggi, il nucleo vive e per il quale paga regolarmente il canone di locazione.

Nel frattempo, l’uomo è finito a processo con l’accusa di invasione di edifici e deturpamento.

Processo che si è recentemente concluso con un’assoluzione “perchè il fatto non costituisce reato”. Il giudice Daniela Gamba ha infatti riconosciuto che “il comportamento dell’imputato […] non possa in alcun modo ritenersi sorretto dal dolo e nello specifico dalla finalità di occuparlo e trarne profitto, ma piuttosto sia stato determinato dall’immediato timore per le sorti dei propri famigliari, in particolare dei tre figli minorenni”.

 

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