Imperia: stop a tubo acquedotto sotto la ciclabile, critico Fabio Natta. “Notizia preoccupante, è mancata l’azione politica”/Video

Attualità Imperia

Claudio Scajola ha annunciato la consegna dei lavori della pista ciclabile, ma anche lo stop all’ipotesi di passaggio del nuovo acquedotto sotto il sedime dell’ex ferrovia.

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“Una notizia preoccupante“. Così Fabio Natta, ex presidente della Provincia di Imperia, Sindaco di Cesio e vicepresidente vicario di Anci Liguria, interviene così in merito alla nota stampa con la quale il Sindaco di Imperia Claudio Scajola ha annunciato la consegna dei lavori della pista ciclabile e, contestualmente, lo stop all’ipotesi di passaggio del nuovo acquedotto sotto il sedime dell’ex ferrovia per problematiche emerse con Rivieracqua.

Imperia: pista ciclabile e acquedotto, le considerazioni di Fabio Natta

“Voglio sottolineare prima il lato positivo, che è finalmente la definizione della ciclabile di Imperia, un’opera in grado di cambiare la città. Grazie a Guido Abbom ex vice sindaco , che ha voluto fortemente quest’opera, e a Claudio Scajola, che la sta portando a compimento.

Ci sono degli aspetti negativi, sembra sfumare la possibilità di posizionare sul tratto dell’ex sedime ferroviario il famoso tubo dell’acquedotto del Roja Bis.

È una cosa che io ricordo con passione. È stato l’ultimo mio atto da presidente della Provincia. Il 9 maggio è una data che ricordo bene.

Tre giorni prima, il 6 maggio, dopo una sofferta assemblea dei sindaci, avevo adottato il decreto ‘salva Rivieracqua’. Il 9 maggio fu sottoscritto un protocollo di intesa tra tutti i sindaci del comprensorio, da Andora fino a Imperia, per posizionare questo tubo sull’ex sedime ferroviario, approfittando dei lavori.

Con un risparmio di soldi enorme, con neanche 5 milioni si poteva fare un’opera che costerebbe il doppio, il triplo o addirittura quattro volte tanto. Sicuramente molto di più e con anche disagi logistici.

Quello fu un accordo dove i comuni fecero squadra. Il Sindaco di Imperia, approfittando del cantiere aperto, diede la possibilità. Tutti gli altri, da Andora a Cervo, San Bartolomeo, Diano Marina, i piccoli comuni del dianese, sottoscrissero questo impegno e chiesero alla Regione di metterci i soldi per fare questo lavoro.

La Regione secondo me è arrivata un po’ in ritardo da come ho visto le cose da fuori. Non ho più questo ruolo da tre anni.

È arrivata in ritardo perchè i soldi del fondo strategico sono stati destinati ad altre cose, poi abortite. Come ad esempio il famoso palacongressi di Diano Marina.

Questi soldi pare siano arrivati. Forse è arrivata in ritardo anche Rivieracqua , la governance, i soci di maggioranza, che avrebbero dovuto completare il progetto.

Era un progetto già pronto, che invece a quanto pare è ancora lacunoso. Sui dettagli tecnici degli ultimi tempi non sono in grado di dire.

Ricordo che all’epoca, il maggio del 2019, Rivieracqua aveva già un piano e un progetto pronto per l’intero raddoppio, da cui doveva essere stralciato il pezzo di Imperia. C’era una disponibilità dei tecnici anche da parte del Comune.

Mi fa strano che una cosa del genere, che forse in un mese di lavoro si può portare a termine, non si sia portata a termine in due anni e mezzo. Sono ancora li a discutere su come far passare il tubo e che dimensione deve avere.

Non è che stiamo parlando di un’opera di particolari complessità tecniche. Non è semplice, però con un po’ di buona volontà bisognava già mettere a posto prima.

Non credo si debba dare la colpa ai tecnici, probabilmente non c’è stata l’azione politica. Rivieracqua ha una governance, ha dei soci e non è colpa certamente dei piccoli comuni o dei sindaci a cui si è data sempre la responsabilità. La colpa o la responsabilità credo che debbano essere ricercate nei soggetti che ho detto prima”.

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