Diano Marina: nuovo sistema di raccolta rifiuti, le perplessità del Partito Rifondazione Comunista. “Manca un percorso di formazione e responsabilizzazione dei cittadini”

Attualità Golfo Dianese

“Come si può essere credibili e come si può sperare in comportamenti responsabili ed efficaci dei cittadini se dopo decenni di possibilità rifiutate si impone in pochi giorni un cambiamento epocale dei pessimi comportamenti che in tutti questi anni si sono avallati con una raccolta inefficace, sporca, ma dai costi elevatissimi per i cittadini e del tutto slegati dalla quantità di rifiuti prodotti da ognuno?”. Così il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Imperia esprime le proprie perplessità in merito allavvio del nuovo sistema di raccolta rifiuti nel Comune di Diano Marina.

Rifiuti Diano Marina: la posizione del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Provinciale di Imperia

“Da almeno 20 anni Rifondazione Comunista, insieme a molte associazioni, si batte (e si sbatte), nella nostra provincia, per far recepire ai cittadini, e soprattutto agli amministratori comunali una logica moderna e rispettosa delle future generazioni nella gestione dei rifiuti: le 5 R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero.

Nella provincia di Imperia abbiamo effettuato numerosi incontri pubblici con esperti del settore, in particolare con Alessio Ciacci, del Comune di Capannori (Lucca), che dai primi anni duemila è capofila dei Comuni virtuosi che hanno trasformato il problema rifiuti in un servizio efficace per i cittadini, portando già da una quindicina di anni la raccolta differenziata e perfettamente riciclabile all’ 88,5 %. Nei comuni che hanno perseguito il protocollo Rifiuti Zero la tariffa per la raccolta rifiuti è diminuita ed a Capannori chi effettua il compostaggio domestico ha un ulteriore sconto del 20 %.

A marzo 2008 abbiamo invitato formalmente le amministrazione di tutti i 67 comuni della Provincia ad avviare un percorso che entro il 2020 (in 12 anni) avrebbe portato tutta la Provincia di Imperia ad una raccolta differenziata del 90%, alla eliminazione dei cassonetti stradali, al recupero dell’ umido come terricciato e compost, escludendo discariche ed inceneritori, e qualificando per i cittadini e per le attività turistiche le nostre città e paesi, troppo spesso sporche ed incivili proprio per via di una gestione dei rifiuti disastrosa.

La proposta di Rifondazione sottolineava la necessità di avviare un percorso di formazione e responsabilizzazione della cittadinanza della durata addirittura di anni, perché i comportamenti individuali divenissero idonei ad una vera raccolta differenziata. Per tale percorso rendevamo disponibili esperti, amministratori e volontari per spiegare ai cittadini motivazioni e risultati pratici. Nulla.

Nulla è stato recepito dalla stragrande parte delle amministrazioni locali, salvo poi, per timore delle sanzioni europee inventarsi in fretta e furia un’immagine di raccolta differenziata che, almeno formalmente, rispetti quei parametri. E questo è un bene, ritardato, raffazzonato, ma un bene.

Diano Marina è rimasta ai cassonetti stradali, fino a pochi giorni fa. Poi improvvisamente i cittadini apprendono da Facebook o da pochissime notizie sui media – senza alcuna comunicazione personale, come invece avviene con estrema precisione per le bollette della TARI, né manifesti pubblici – che entro pochi giorni devono correre a ritirare un kit per i rifiuti ed imparare a distinguere e separare come nessuno ha mai loro insegnato.

A tutti viene consegnata una scheda con microchip, ad alcuni vengono consegnati sacchetti, ad altri contenitori sotto lavello per l’umido, ad altri cassonetti condominiali, ad altri una chiave per aprire i cassonetti stradali che altri ancora apriranno con la loro scheda: niente di strano, le novità sono sempre difficili, ma…

Ma come si può essere credibili e come si può sperare in comportamenti responsabili ed efficaci dei cittadini se dopo decenni di possibilità rifiutate si impone in pochi giorni un cambiamento epocale dei pessimi comportamenti che in tutti questi anni si sono avallati con una raccolta inefficace, sporca, ma dai costi elevatissimi per i cittadini e del tutto slegati dalla quantità di rifiuti prodotti da ognuno ? Ed ancor più in una cittadina stracolma di seconde case i cui proprietari si troveranno al loro primo week-end nell’ impossibilità di gestire i propri rifiuti.

Che la irresponsabilità dilaghi è abbastanza comprensibile. Viene da dire: “Con quello che costa la TARI, me ne frego, tanto pago troppo lo stesso …”.