Imperia, il grido di allarme dei pescatori: “Rincari per gasolio, elettricità e concessioni. Ci conviene tenere le barche fuori dal mare”/Foto e Video

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I forti rincari nei costi per il gasolio, l’energia elettrica e i canoni delle concessioni demaniali stanno mettendo a dura prova i pescatori del porto di Oneglia. Molti di loro ormai ritengono più conveniente tenere le barche in secca.

Aumenti del 60% per il gasolio, del 50% dell’energia elettrica e concessioni passate da 380 a 2.500 euro

Spiega Lara Servetti di Legacoop – Legapesca Liguria: “Sono tre problemi attuali che attanagliano i pescatori. Il gasolio è aumentato del 60% e l’energia elettrica del 50% e i pescatori devono tenere le barche attaccate alla colonnina e alimentare i frigoriferi, per mantenere la catena del freddo. Le concessioni demaniali sono passate da 380 euro a 2.500 euro e pensate la situazione di quei porti dove c’è un solo pescatore che deve pagare questa cifra da solo”. 

Sottolinea Pietro Montoro, comandante del Maria II: “Abbiamo deciso di stare fermi gennaio, febbraio e marzo per il fermo pesca, perché tanto non ci fanno prendere il tonno. Noi abbiamo barche d’altura e consumiamo tanto gasolio e non riusciamo più andare avanti. La Regione e lo Stato ci devono aiutare, per esempio dandoci una quota di catture di tonno. Siamo al punto di rischiare di chiudere

“Non vogliamo aiuti per stare fermi, ma per poter lavorare”

Aggiunge Paolo Terragno, comandante del Maria delle montagne: “La nafta è aumentata del 60% e ora non ce ne accorgiamo più di tanto perché è un periodo di fermo per il pesce spada. I nostri colleghi che vanno a pescare tutti i giorni a strascico hanno grossi problemi. Il costo del pescato non lo possiamo aumentare noi perché sono le pescherie che fanno il prezzo. Noi non vogliamo essere aiutati per stare fermi e tenere le barche in porto. Noi vogliamo poter andare a lavorare“.