Imperia: il dramma di Domenico Carenzo, un mistero lungo 7 anni. Il dolore della famiglia: “A settembre faremo ripartire le ricerche”

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Sono passati sette anni dal giorno in cui Domenico Carenzo scomparve nel nulla, all’età di 74 anni, sulle alture di Oneglia, alle Cascine.

Nonostante le lunghe ricerche, la famiglia, in particolare i figli Giulio e Diego e la moglie Iginia, non è mai riuscita ad avere notizie del proprio caro e la sparizione di Domenico resta ancora avvolta nel mistero.

Imperia: sette anni fa la scomparsa di Domenico Carenzo

“Continua questa situazione sospesa che si rivela sempre più logorante e destabilizzante – afferma la famiglia – Non si intravede nessuno spiraglio, stallo completo. È impossibile accettare che nel 2022 una persona, marito e padre di famiglia, scompaia senza lasciare traccia lasciando un vuoto incolmabile.

La conseguenza è che la nostra vita è stravolta, nulla è più come prima e il fardello da sopportare è sempre più pesante.

La verità è che il problema degli scomparsi non è considerato una priorità dalle Istituzioni pur essendo un’emergenza nazionale.

Nonostante questo quadro scoraggiante non si spegne l’esigenza di sapere che cosa sia realmente successo.

A tale proposito ci siamo rivolti a un gruppo di ricercatori specializzati nell’uso dei metal detector.

Ci siamo accordati che organizzeranno una ricerca nella zona della scomparsa a settembre…e che Dio ce la mandi buona”.

Imperia: la scomparsa di Domenico Carenzo, la storia

Il 5 luglio 2015, Domenico uscì di casa per compiere una passeggiata in strada dei “Bricui”, per raggiungere a piedi l’Arpicella, in zona Diano Gorleri, luogo che conosceva benissimo, ma non fece mai più ritorno. L’ultima volta che i familiari ebbero sue notizie fu alle 12.45, quando Domenico avvisò al telefono che si trovava “a 5 minuti a piedi dalla macchina”.

Da quel giorno, la moglie e i figli di Domenico, Giulio e Diego, hanno continuato a cercarlo in tutti i modi possibili, anche con l’aiuto di amici e parenti, ma a nulla è servito. Del caso si era occupata anche la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto”.