Imperia: 40enne trascorse ingiustamente due giorni in carcere, lo Stato la risarcisce con 5 mila euro

Giudiziaria Imperia

Cinquemila euro di risarcimento danni per essere stata detenuta ingiustamente due giorni presso il carcere di Genova Pontedecimo. È quanto riconosciuto dallo Stato Italiano alla 40enne imperiese Vincenza Piccinini, difesa dall’avvocato Mario Leone del Foro di Imperia.

La vicenda, rimasta sotto silenzio sino ad oggi, è emersa nell’ambito sulle verifiche dello stato finanziario condotte dalla stessa Piccinini in quanto raggiunta da un decreto di sequestro di prevenzione da parte della Guardia di Finanza avente ad oggetto beni immobiliari e mobiliari nonché un’attività commerciale, in via Des Geneys, per un valore di circa 200 mila euro.

Imperia: in carcere per due giorni per un errore giudiziario

Nel dettaglio, la Corte d’appello Genova ha accolto la richiesta risarcimento danni per ingiusta detenzione, stabilendo la cifra in 5 mila euro, a fronte della richiesta del legale difensore di 50 mila euro.

La storia risale al 2015 quando Vincenza Piccinini venne ingiustamente detenuta dal 16 al 18 aprile presso il carcere di Genova Pontedecimo a seguito di un ordine di esecuzione emesso dalla Procura di Imperia per via una sentenza di condanna a diversi anni passata in giudicato senza che l’avvocato difensore ne fosse stato informato, impedendogli, di fatto, di presentare ricorso in appello.

L’avvocato Leone aveva così presentato la richiesta di risarcimento, accolta dalla Corte d’Appello di Genova nel 2019. Il saldo è arrivato nel 2020, a 5 anni di distanza dall’epoca dei fatti.

“Avevamo deciso di non fare alcuna comunicazione pubblica – spiega l’avvocato Mario Leone a ImperiaPost – ma confermo che la Corte d’Appello ci diede ragione. Avevamo chiesto 50 mila euro come risarcimento per l’ingiusta detenzione e per i danni di immagine. Teniamo conto che parliamo di una persona che non era mai stata in carcere prima e non c’è mai più stata dopo quell’episodio.

Nonostante ciò, lo Stato le ha riconosciuto la somma irrisoria di 5 mila euro. Una situazione paradossale considerando che se non fossi intervenuto per farla scarcerare immediatamente chissà quanto tempo sarebbe rimasta ingiustamente detenuta in carcere per via di un errore della Procura e della cancelleria”.