28 Maggio 2024 09:14

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28 Maggio 2024 09:14

Elezioni Imperia: intervista a Ivan Bracco. “Sociale, cultura, sanità e ambiente. Ecco la mia idea di città. Scajola? Su di me voci striscianti, non ho nulla di personale contro di lui”

In breve: "La provincia di Imperia è terra di infiltrazioni mafiose. Bisogna avere il coraggio di dirlo e di non nascondersi. Comune e Sindaco primi baluardi contro la criminalità".

A tu per tu con Ivan Bracco, capolista di “Imperia Rinasce”, a sostegno della candidatura a Sindaco Domenico Abbo nell’ambito della coalizione “progressista” di centrosinistra, in vista delle elezioni comunali della prossima primavera (14-15 maggio) a Imperia.

Ivan Bracco, 54enne, Commissario, da 36 anni presta servizio nel corpo della Polizia di Stato, e da 25 è responsabile della Polizia Postale di Imperia. Padre di una figlia, Francesca, oggi 26enne, Bracco è anche dirigente nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia.

Elezioni Imperia: l’intervista a Ivan Bracco

Com’è nata l’idea di dare la propria disponibilità per le elezioni amministrative?

“Tutto parte dal fatto che sono follemente innamorato della mia città. Ogni mia azione deriva da questo sentimento e dai valori che mi ha trasmesso mio padre.

L’idea di candidarsi nasce dalla sollecitazione che ho ricevuto da parte di più persone della società civile, una sollecitazione che ho constatato con grande piacere e con un senso di responsabilità sia per il ruolo istituzionale che svolgo da 36 anni sia dal forte attaccamento alla mia terra, essendo parte di una famiglia storica di Porto Maurizio.

Da giugno scorso abbiamo avviato un’attenta valutazione interna insieme al gruppo, che ha preso il nome di ‘Imperia Rinasce’, per portare avanti l’idea. Essendo un gruppo civico, abbiamo deciso di provare a vedere se le nostre idee di città potevano essere condivise nell’ambiente politico. Sono così iniziati i contatti con il centrosinistra, che riscontravano un interesse per le nostre idee di città e di sociale. 

Grazie a questo dialogo abbiamo creato un tavolo dove sono presenti forze progressiste e di centrosinistra, liste civiche, membri del Pd, Sinistra Italiana e Imperia al Centro. Forze che condividono il nostro programma, per noi molto chiaro e ben delineato”.

Inizialmente lei si era reso disponibile come candidato Sindaco, mentre ora ha lasciato spazio a Domenico Abbo, individuato come candidato della coalizione. Cosa è successo?

“Al tavolo avevo ribadito con forza la necessità, secondo il mio punto di vista, che ogni componente politica e civica proponesse un nome. Così facendo si sarebbe potuto scegliere la candidatura migliore per la città di Imperia. Proprio su richiesta di una parte del PD mi veniva chiesta la mia disponibilità a sottopormi alle primarie, mentre altre candidature che in quel momento si affacciavano a quel tavolo rifiutavano tassativamente di sottoporsi alla selezione. La possibilità delle primarie da quel momento in avanti non è stata più accolta dal PD. Nessun’altra candidatura è stata portata al tavolo fino a metà dicembre quando una parte del PD, quella che è attualmente alla segreteria, ha imposto il nome di Laura Amoretti, senza intenzione di procedere alle primarie. Così il tavolo si è rotto e abbiamo ricominciato il lavoro. 

Il nostro obiettivo è sempre stato quello di tenere unito il centrosinistra e allargarlo il più possibile. Per questo abbiamo ricostituito il tavolo e abbiamo lavorato per comporre una nuova coalizione progressista formata dal nostro gruppo Imperia Rinasce, i cosiddetti ‘dissidenti’ del PD, Imperia al Centro e Sinistra Italiana.

A questo punto, mancando il tempo di sottoporre le candidature alla città, mi sono reso conto che una parte del tavolo in questo momento storico non era pronto a sostenere una candidatura forse troppo progressista e potenzialmente divisiva come la mia. Per questo abbiamo optato per una candidatura più politica, meno civica, come quella di Domenico Abbo, portatore di un’importante conoscenza della gestione cosa pubblica, prima come Sindaco di un piccolo comune e poi come presidente della Provincia. Questa decisione si basa sul fatto che sto portando avanti questa operazione politica per la città e non per la mia persona”.

Qual è la vostra idea di città?

“La nostra idea parte dall’assunto che il Comune come ente pubblico è il primo ente che la Costituzione individua per dare assistenza ai cittadini. Negli ultimi anni, è sotto gli occhi di tutti che l‘attuale Sindaco Claudio Scajola sta svolgendo il ruolo di impresario edile. Le opere pubbliche, per le quali non sono in disaccordo nella costruzione, vengono costruite senza una programmazione precisa e senza avere in mente quale percorso la città debba fare. In questo momento storico la città di Imperia non ha più una sua identità, nè commerciale, nè industriale, nè turistica, nè agroalimentare. È una mescolanza di tutti questi aspetti senza una specificità che la possa distinguere dalle altre realtà regionali e provinciali.

Secondo il nostro punto di vista il Sindaco in prima istanza deve occuparsi del benessere dei cittadini a 360 gradi, quindi benessere psicofisico, lavorativo, ambientale, e deve individuare le strategie per consentire uno sviluppo sostenibile del territorio e della città.

Nel momento in cui la grande maggioranza dei giovani deve lasciare la città perchè non offre prospettive per il futuro, il ruolo dell’amministrazione comunale diventa pregnante nelle scelte da fare da qui a 20 anni”.

Quali sono le vostre priorità?

“Il nostro programma ha una linea ben precisa ed è condiviso da tutta la coalizione. Ecco i punti principali su cui ci concentriamo e le nostre idee per cambiare le cose”.

Sociale

“Il primo aspetto su cui lavorare con urgenza è quello sociale. Se verremo eletti andremo a vedere in che stato di salute è il bilancio comunale e andremo a individuare le risorse da impegnare in questo settore. Dovranno essere stornate da impegni di spesa che non hanno a che fare con il compito primario del comune, come segreterie del sindaco, autisti, autovetture, cene, feste, presentazioni. Tutte queste cose comportano un impegno di spesa notevole specialmente in un comune non molto grande come il nostro.

Il sociale, oltre a portare sollievo alla cittadinanza, creerebbe posti di lavoro per i giovani, a partire dalle figure socio assistenziali che potrebbero essere impiegate nell’assistenza di anziani e disabili. Una tra tutte sarebbe la creazione di una scuola estiva che possa dare supporto alle famiglie e creare socializzazione tra i ragazzi, oltre che a generare opportunità di impiego.

Un punto fondamentale sarebbe quello di coinvolgere al massimo associazioni presenti in città, compresa la Chiesa che ha un ruolo importantissimo sul territorio, e utilizzare i percettori del reddito di cittadinanza con appositi progetti. Tutte queste forze potranno consentire di offrire un servizio sociale importante dove il Comune deve essere l’attore principale di coordinamento tra le varie associazioni. Questo tipo di visione consentirebbe di offrire un’assistenza reale e di ascolto. Quello che riscontriamo attualmente, infatti, è soprattutto la mancanza di ascolto nei confronti dei soggetti citati. Il sindaco deve toccare con mano le varie realtà, deve vedere come vivono le famiglie che hanno a carico persone disabili, come vivono i nostri anziani nelle case di riposo, come vivono i molti anziani soli, deve conoscere i tempi di attesa al pronto soccorso. Non è solo questione di aiuto economico, ma anche di assistenza psicologica e di vicinanza. Non è vero che a Imperia non esiste la povertà, è presente, anche se silenziosa, e non si può ignorare”.

Cultura 

“La cultura e i giovani sono due aspetti che si muovono parallelamente. Sono 8 anni che la città è senza teatro e ad oggi non sappiamo ancora le motivazioni reali. Si parla di lavori da milioni di euro ma di fatto la città non ha un teatro nè un luogo dove la cultura sia fruibile. Possiamo solo ringraziare le associazioni sul territorio che si stanno sostituendo al Comune nell’organizzare eventi e iniziative. Se in città vogliamo assistere a delle rappresentazioni teatrali lo possiamo fare solo grazie alle associazioni spesso in luoghi che sarebbero deputati a depositi. Lo stesso vale per la musica. Ho scoperto che in città ci sono molti gruppi di giovani e meno giovani che suonano e rappresentano una possibilità di cultura musicale enorme”.

Giovani

“Per quanto riguarda più nello specifico i giovani, la città deve fare i conti con un problema di abbandono, per mancanza di lavoro e di prospettive. Abbiamo in mente alcuni progetti mirati allo sviluppo economico: il primo è il rafforzamento della cantieristica navale, con la creazione di una scuola di maestri d’ascia che consenta di rendere Imperia un modello, sia a livello locale che a livello europeo, e di aumentare sensibilmente le possibilità di trovare un impiego in aziende del settore nautico. Pensiamo anche all’ampliamento della pista ciclopedonale nelle aree degli ex comuni di Imperia. Questo sarebbe un arricchimento enorme dal punto di vista turistico perché abbiamo frazioni con un patrimonio naturale architettonico e storico che risale all’anno mille. Nessuno ha mai messo in rete un percorso turistico. Si creerebbero posti di lavoro con l’apertura di microstrutture ricettive, di botteghe artigianali, il tutto collegato a un progetto di riqualificazione e di valorizzazione dei centri storici frazionali e a un considerevole miglioramento del sistema viario periferico”.

Mare

“Il mare è un bene naturale preziosissimo per Imperia. A memoria non ricordo nessun consiglio comunale convocato per occuparsi del mare come risorsa. Per anni il depuratore ha scaricato in mare senza che nessuno si ponesse problemi per quanto concerne gli effetti sull’ecosistema marino. Uno studio approfondito del mare ci consentirebbe di creare nuove attività di natura turistico-sportiva, coinvolgendo anche attività commerciali, pescatori e balneari per portare lavoro, turismo e dare risalto a una risorsa naturale inestimabile che, insieme al clima, la natura ci ha regalato”.

Sanità

“La provincia necessita di un intervento immediato sulla sanità pubblica. Il Sindaco non ha una competenza diretta, ma rappresenta l’autorità locale dal punto di vista sanitario. La città deve sapere che le forze politiche non possono e non devono più avere dubbi su come organizzare e come gestire la sanità, che è un bene di tutti e deve rimanere pubblica al 100%. I due ospedali di Imperia e Sanremo devono essere portati in condizioni di efficienza, garantendo un servizio sanitario adeguato alla cittadinanza. Uno dei primissimi impegni che ci prendiamo è spendere tutte le energie per la sanità. Ospedale unico? In questo momento bisogna parlare dei due ospedali e non dell’Ospedale unico, visto che passeranno ancora molti anni prima della realizzazione di quest’ultimo. Abbiamo mezzi pubblici inesistenti e un sistema viario inadeguato”.

Servizio idrico

“La mia posizione è netta. Il servizio idrico deve rimanere pubblico perché l’acqua è una risorsa di tutti. Lo Stato ha finanziato l’ammodernamento della rete principale e c’è dunque la possibilità che tutto il servizio resti pubblico. Basta che ci si decida a chiedere alle banche un finanziamento sulla base delle bollette. Con un’operazione del genere la società, Rivieracqua, potrebbe tornare efficiente e avere prospettive di crescita molto importanti. L’operazione politica in atto è volta a regalare ai privati una vera e propria pepita d’oro come il servizio idrico. Saremo fermi fino all’ultimo per evitare un simile epilogo”.

Trasporto pubblico

“Bisogna capire se una società pubblica come Rt sia ancora nelle condizioni di essere rimessa in bonus o altrimenti capire se si può allargare il servizio pubblico, coinvolgendo altri territori regionali in cui funziona e fare un discorso di associazionismo di aziende pubbliche per fornire un servizio adeguato”.

Ambiente

“Occorre innanzitutto cercare sfruttare i parcheggi nelle zone periferiche della città e crearne di nuovi. Questo per svuotare i centro storici di Porto e Oneglia dal traffico. La città deve essere collegata alle periferie con servizi di bus navetta per dare la possibilità ai turisti, e non solo, di muoversi senza usare auto, potenziando le isole pedonali.

Vista la presenza della pista ciclopedonale bisogna incentivare l’uso delle bici. In merito alla ciclabile, però, devo dire che trovo le varianti pensate dall’attuale amministrazione come uno snaturamento del progetto, con il rischio di peggiorare ulteriormente la circolazione veicolare in città, già deficitaria, e sulla ciclabile stessa.

Si è pensato, con le varianti, di inserire una navetta senza conducente, semafori agli incontri della pista ciclabile con il traffico urbano. Perché creare pericoli potenziali in un’area che per sua natura dovrebbe essere sicura? Non parliamo della variante della Rabina. Penso sia una follia realizzare una passeggiata a sbalzo. Bastava demolire il muretto esistente e sostituirlo con una ringhiera per garantire una migliore visibilità del mare. C’è poi un aspetto relativo alla sicurezza. Il muro su cui poggia la passerella è davvero così stabile da resistere alle intemperie?”.

Criminalità

“È un discorso molto importante, uno dei punti chiave del mio programma. È assodato in centinaia di relazioni antimafia, nazionali e locali, che la provincia di Imperia è terra di infiltrazioni. Non arretreremo di un millimetro. Il Comune deve essere il primo luogo dove inizia la battaglia contro il fenomeno della criminalità organizzata. Come? Attraverso la massima trasparenza amministrativa degli atti. Bisogna ammettere che esiste il fenomeno delle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio. Non ci si deve vergognare o nascondere. Non si vedono morti ammazzati, ma si vede la presenza di un sistema. Bisogna diminuire gli appalti il più possibile, preferendo le gestioni pubbliche, come ad esempio nell’ambito di un settore delicato come la raccolta dei rifiuti.

Il Comune deve farsi carico di corsi di sensibilizzazione sul fenomeno della criminalità organizzata, stimolando le associazioni presenti sul territorio. Il Sindaco, che è autorità locale, deve dire chiaramente che lo Stato è lo Stato, e che la criminalità è un’altra cosa. Senza dubbi e smarcature”.

La sua professione ha fatto molto discutere, come risponde a chi ritiene inopportuna la sua candidatura?

“Come prevede la normativa sono in fase di assegnazione ad altro incarico, fuori città, nel posto più vicino al comune di residenza, Alassio o Sanremo nel mio caso. Io, in realtà, ho chiesto il trasferimento a Savona per rimanere nella mia specialità.

Ritengo di aver sempre svolto il mio servizio con grande senso di responsabilità. Un poliziotto, prima di essere tale, è un cittadino, con diritti civili identici, e come servitore dello stato continuerò a servire lo Stato, anche se in una veste amministrativa, diversa, all’interno della pubblica amministrazione, con gli stessi ideali che hanno contraddistinto il mio servizio in Polizia. Mi pare singolare che si nutrano dubbi sulla possibilità che un poliziotto possa svolgere l’incarico di Sindaco quando ci sono in giro soggetti che, dal punto di vista morale, dovrebbero fare ragionamenti profondi sull’opportunità di rivestire cariche pubbliche.

Per quanto riguarda dubbi nascosti e voci striscianti sul possibile utilizzo, da parte del sottoscritto, di informazioni professionali per scopi amministrativi, è un pensiero che offende non solo la mia persona, ma offende un’intera istituzione, la cui serietà e attaccamento alle regole non è in discussione. Analogo pensiero, allora, potrebbe venire su chi ha svolto ruoli di vertice al Ministero dell’Interno e in organismi di intelligence”.

Il suo rapporto con l’attuale Sindaco Claudio Scajola

Smentisco totalmente le voci che ho sentito sui miei presunti rapporti conflittuali con il Sindaco. La nostra contrapposizione è basata esclusivamente sulle idee e sulla visione della città futura, e non su fatti personali o professionali.

La denuncia nei nostri confronti da parte del Sindaco? A noi ad oggi non è stato ancora notificato nulla, siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Per quanto riguarda gli attacchi alla mia persona durante i Consigli Comunali, sono fatti che rimangono nella storia politica e sopratutto è la dimostrazione che mentre Scajola ha attaccato io non ho mai detto nulla in merito, ovvero è l’esatto contrario di quanto viene sostenuto. Le sue sono state considerazioni poco piacevoli, ma rimangono tali.

Per chi mi conosce, e come dimostrato dagli atti a mia firma, non c’è mai stato nessuno, in nessuna sede che abbia mai evidenziato passaggi scorretti nei confronti di alcuna persona. Ho solo svolto la mia attività nel miglior modo che sono stato in grado di poter svolgere, rispettando il giuramento che feci l’11 novembre 1987″.

Inchiesta porto turistico

“In merito all’indagine del porto turistico di Imperia, non entro nel merito di quello che è stato l’esito giudiziario, ma mi rifaccio alle ultime sentenze della Corte di Cassazione dove si evince chiaramente, senza alcun tipo di dubbio, che l’operato posto in essere dalla polizia giudiziaria, sotto il coordinamento del PM, è stato ineccepibile. Da cittadino posso dire che se il porto è tornato pubblico è una grande vittoria in quanto un bene demaniale di così rilevanza deve essere pubblico e dei suoi profitti ne deve godere la collettività”.

Come affronta questo percorso elettorale?

“La nostra visione è sui contenuti e sui temi. Non c’è nessuno scontro sul piano personale ma sulle idee e modo di gestire pubblica amministrazione. Ritengo che la gestione pubblica sia un fatto di importanza talmente elevata che non si può pensare di gestirla come fosse casa propria. Sulle opere già in itinere, il nostro impegno sarà massimo nel terminarle e migliorarle nella loro efficienza e nella loro qualità ove possibile, sempre nel rispetto delle procedure amministrative previste dalla legge”.

 

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