Golfo Dianese, Home — 17 aprile 2018 alle 17:05

DIANO MARINA: CRISI IDRICA, IPOTESI BYPASS FINANZIATO CON LA TASSA DI SOGGIORNO PER SALVARE LA STAGIONE ESTIVA

Si è tenuta questa mattina la tavola rotonda organizzata dalla Confcommercio, presso la propria
sede, in Viale Matteotti, per discutere della preoccupante situazione idrica del Golfo Dianese

di Redazione

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Si è tenuta questa mattina la tavola rotonda organizzata dalla Confcommercio, presso la propria sede, in Viale Matteotti, per discutere della preoccupante situazione idrica del Golfo Dianese alla vigilia della stagione estiva, con particolare riferimento alle continue rotture (l’ultima la settimana scorsa) con conseguente interruzione dell’erogazione dell’acqua, dell’acquedotto del Roja.

All’incontro erano presenti i rappresentanti di categoria Franca Weitzenmiller (Confcommercio), Americo Pilati (Federalberghi), Marino Ramella (Campeggi) e Fabio Viale (Stabilimenti balneari), oltre ai Sindaci del comprensorio Giacomo Chiappori (Diano Marina), Valerio Urso (San Bartolomeo al Mare) e Gian Paolo Giordano (Cervo).

Le proposte per salvare la stagione estiva e tamponare i blackout idrici

Il progetto definitivo prevede la realizzazione di una nuova tubazione che colleghi Imperia ad Andora. Un progetto però piuttosto impraticabile al momento, visto il costo di svariati milione di euro. Più semplice, invece, un bypass (costo di circa 1 milione di euro), come proposto dal Sindaco Giacomo Chiappori, che colleghi Imperia a Diano e che permetta di tamponare eventuali blackout idrici sull’acquedotto esistente. Una sorta di palliativo per salvare la stagione estiva. A riguardo, la proposta di Americo Pilati, presidente di Federalberghi, è di finanziare parte del bypass con i proventi della tassa di soggiorno (circa 500 mila euro) in vigore dall’1 aprile del 2019.

Le interviste di ImperiaPost – Giacomo Chiappori

“La forza deriva dal fatto che forse si comincia a ragionare con l’aggregazione di tutto il tessuto sociale che fa parte del nostro Golfo Dianese, dagli imprenditori, all’ospedale, tutto coloro a cui serve l’acqua.

Noi diciamo che è il momento per lanciare questo urlo oltre confine, non solo della provincia di Imperia, per far capire, a chi può capirlo, non Imperia, ma Genova e lo Stato, che qui c’è una situazione insostenibile.

Situazione che da anni noi gestiamo a nostre spese, nel senso che ci perdiamo tutti. Gli albergatori perdono clienti, poi li vanno a recuperare, poi li riperdono. L’anno scorso 38 rotture di quelle che sappiamo. Il buon ingegnere Galea, persona squisita di AMAT, mi diceva ‘non sai quante ne facciamo che voi non sapete’. Quindi c’è ancora questo problema.

Di fronte a questo noi chiediamo che Rivieracqua, che è titolata lei a fare questo bypass, possa chiedere a Roma, in questo momento di difficoltà, l’intervento di qualcuno che dica,’qui ci sono 1,5 milioni, fai questo lavoro perchè è necessario, lo devi fare’.

Noi sindaci non riusciamo, a meno che qualcuno non ci dica, le autorità che lo possono dire, spendete pure questi soldi per questo bypass. Lo devono scrivere perchè io non mi assumo la responsabilità di spendere i soldi dei cittadini che non posso spendere perchè non ho più capitolo di spesa in tal senso.

Questa è la verità. Noi ci proviamo ad alzare la voce. Lo abbiamo fatto con il Prefetto, siamo andati con gli albergatori, il Prefetto è stato gentilissimo. Ha convocato il tavolo. È risultato poco utile, però, perché il Prefetto non può ordinare niente, può solo portarci ad un tavolo e farci parlare. Gli attori si sono di nuovo rifermati, io spero che tutti voi ci diate una mano a non chiudere la finestra. Non spegnete le vostre telecamere, continuate, perché questo è veramente un problema che non esiste finché non c’è la rottura. Le rotture ci sono e quindi bisogna stare attenti.

Io non voglio polemizzare con la Regione Liguria, ma non perchè sono di parte, ma perchè di solito non polemizzo fintanto che non ci sono le verità. Io non so quali verità ci sono, però è del tutto evidente che la Regione non può scaricare sull’ato idrico e quindi sulla Provincia, un ente che non conta più niente, il problema dell’acqua.

Secondo me deve intervenire . In che modo? Chiedendo aiuto allo Stato?  Qualcuno deve assumersi la responsabilità di sapere che qui potremmo avere dei grossi problemi e qui dico 1,2-1,3 milioni di presenze, che sono quelle del golfo, che fanno un fiore all’occhiello per gli assessori anche regionali, che dicono ‘che bello essere una provincia turistica‘.

Noi siamo stati chiamati la Riviera dei Fiori, lo siamo ancora, ma senz’acqua i fiori seccano”.

Le interviste di ImperiaPost – Valerio Urso

“Ringrazio Confcommercio per aver organizzato questa importantissima riunione dei Sindaci, insieme agli operatori del settore. È chiaro che le tematiche che stanno ponendo delle criticità sul territorio sono tante, oggi si voleva sviluppare un ragionamento su quella dell’acqua.

Ormai da tempo bisogna spostare questo ragionamento sia al Governo regionale che quello centrale, io l’ho ritenuta e la ritengo ancora una calamità per il nostro Ponente Ligure. Non possiamo pensare che ogni rottura al di la di Capo Berta possa provocare la mancanza completa di approvvigionamento idrico. Nel periodo estivo per noi vuol dire il fallimento più totale.

Con perdita occupazionale, non riusciamo a mantenere i posti di lavoro, l’economia è basata soprattutto sui mesi estivi dove abbiamo tanta, tanta affluenza di gente e quindi chiediamo fortemente un aiuto al Governo centrale, ci devono ascoltare”.

Le interviste di ImperiaPost – Franca Weitzenmiller

“È stato un incontro molto importante al quale hanno partecipato tutti i Sindaci del comprensorio dianese, per un problema molto molto importante, il problema appunto della carenza dell’acqua nel golfo dianese.

Siamo alle porte dell’ennesima stagione e ci troviamo nel 2018 con il terrore di poterci un domani svegliare con i rubinetti a secco. Questo non è possibile, non è possibile innanzitutto per una questione di igiene, ma anche di immagine. Noi viviamo di turismo, non possiamo tenere chiusi alberghi, bar, ristoranti, parrucchieri, lavanderie, tutto è legato alla questione dell’acqua.

Nel 2020 questi clienti non tornano più, questo vuol dire che saremmo costretti a chiudere delle attività, a licenziare delle persone, è un fatto gravissimo.

È un fatto gravissimo che abbiamo voluto rendere più pubblico possibile con questo grande intervento, speriamo che questo incontro sia servito non soltanto a scrivere delle parole, ma a svegliare chi veramente è responsabile e può risolvere questa situazione per ridare al golfo dianese, che è veramente una perla del ponente ligure, l’immagine che merita di avere”.

Le interviste di ImperiaPost – Americo Pilati

“Il Bypass è un’idea del sindaco Chiappori che in una riunione con gli albergatori disse ‘srotoliamo un tubo da Imperia fino a Diano’. Una dimensione non di 60, ma sarà di 30. Potrebbe bastare, con una gestione oculata nelle nostre strutture, di salvare la stagione.

Pensate un pò se dovessero esserci nuove rotture. Da quello che mi risulta la preoccupazione dell’AMAT è fortissima. Significa che loro sanno lo stato dell’acquedotto come si trova. È successo l’altro giorno senza pressione, è minima.

Immaginate quando quest’estate a Diano Marina ci saranno 60 mila persone, la pressione sarà 4 atmosfere e quindi salterà per aria.

Se salta per aria la sera, che riusciamo ad aggiustarla di notte va bene, ma se salta la mattina e dobbiamo chiudere, chiudiamo gli alberghi”.

Il costo del bypass dovrebbe essere sul milione di euro. Non mi sembra un costo grande e allora da li mi è venuta l’idea. Il prossimo anno raccoglieremo circa 500 mila euro, che dovrebbero essere suddivisi e gestiti diversamente, credo che con la Regione si possa ragionare, e dire ‘Diano Marina comincia a mettere 500 mila’.

Tassa di soggiorno, la tassa che i clienti dal prossimo anno, dal 1 aprile cominceranno a pagare.

Mettiamoli tutti li, è uno sforzo che faranno gli albergatori perchè mancherà il verde pubblico, mancherà l’arredo urbano, ma secondo noi è inutile ad andare a promuovere una città che è senza acqua.

GLI ALTRI 500?

“Mi vien da ridere. Ci sono 6 Sindaci, c’è Imperia, c’è Sanremo, c’è Arma di Taggia, se non li hanno che vadano a trovarli”.