DA IMPERIA AGLI STATI UNITI, IVAN VALENTE FESTEGGIA LA “GREEN CARD” CON IL PRESIDENTE BARACK OBAMA/LA STORIA

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L’ultima sua conquista come cittadino del mondo ( abita ora a Rancho Mirage in California ), è la Green Card, e la sua ultima foto su Facebook lo ritrae insieme al Presidente Usa Barack Obama.

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Ivan Valente, 33 anni imperiese, di madre olandese, Barbara, e padre calabrese, Michele, ha frequentato il liceo Scientifico Vieusseux e subito dopo scelto come indirizzo universitario lo IULM, specialità Relazioni pubbliche e Pubblicità. Perfettamente multilingue, grazie anche alla mamma, Ivan parla correntemente anche inglese e francese, oltre che italiano e olandese. L’ultima sua conquista come cittadino del mondo ( abita ora a Rancho Mirage in California ), è la Green Card, e la sua ultima foto su Facebook lo ritrae insieme al Presidente Usa Barack Obama.

Ivan, subito dopo il Liceo sei partito per Milano, destinazione IULM, cosa ti ha spinto a scegliere quel tipo di studi e quali progetti avevi in mente di realizzare frequentando quel tipo di Università?

“Pubblicità e comunicazione, sono sempre stati nei miei interessi, tanto a volte da chiedermi perché le pubblicità fossero interrotte dai programmi televisivi, ho avuto la fortuna di un padre che mi ha lasciato carta bianca, lui ha sempre fatto quello per cui aveva passione e quello che gli piaceva, e ha fermamente sempre voluto che fosse lo stesso per me. Inizialmente mi sarebbe piaciuto rimanere in ambito pubblicitario, poi la vita mi ha condotto attraverso una serie di scelte e cambiamenti e al tempo stesso mi son reso conto che la maggior parte dei miei compagni di università, venivano chiamati solo per stage non retribuiti.”

Conclusi gli studi a Milano, so che hai lavorato in altri paesi, anche per posizioni con requisiti non proprio attinenti ai tuoi studi. Puoi raccontarci i tuoi trasferimenti e i lavori svolti ?

“Durante il periodo universitario, decisi di basare la tesi su uno stage in Olanda, presso un’agenzia di comunicazione e promozione territorio.
Subito dopo l’università mi son trasferito a Nizza dove ho lavorato presso un’ agenzia immobiliare internazionale, mi occupavo di organizzazione di eventi e comunicazione agenzia stessa. Nel frattempo mia madre accusò problemi di salute molto gravi, e dopo poco tempo venne a mancare: tornai a Imperia. A casa riuscivo a seguire diverse cose fra cui la comunicazione e la gestione degli eventi di “Bernardi” componenti per il ciclo, fra il lancio della linea “Cigno” dell’azienda. Mi era comunque chiaro che la mia “vocazione” non sarebbe stata quella di fermarmi in un posto, ma di continuare ad ampliare orizzonti, conoscenze lavorative e tutto quanto la mia mente fosse in grado di elaborare quindi, quando mi offrirono una collaborazione per il testing da parte di una società Olandese ma da svolgersi in Finlandia del nord, partii subito.Di ritorno in Italia cercai un lavoro che potesse darmi un reale sostentamento economico e mi offrirono la guess relation in un Hotel Resort nella parte Turca di Cipro, il mio ruolo era curare le relazioni dei clienti olandesi e italiani, mi chiesero di prolungare la stagione, ma a quel punto mi fu chiaro che desideravo tornare in Europa continentale e soprattutto in Olanda. Ad Amsterdam con grande sorpresa e piacere son stato assunto presso “Cartier”, per l’apertura del centro relazioni clienti Europe, l’azienda prevedeva di lanciare e-commerce Europeo, che fu poi integrato all’interno del dipartimento in cui lavoravo. Quando invece mi son trasferito negli Usa, in attesa del permesso di lavoro ho offerto la mia collaborazione presso ThunderBird CountryClub come member relations representative , e ho collaborato come assistente alla produttrice del Palm Spring Film Festival.”

Essendo stato in luoghi così differenti puoi descrivere cosa ti ha colpito, emozionato o cosa ricordi di ognuno?

“Non esiste un posto migliore dell’altro, son tutti differenti”
Italia: la passione che riescono a esprimere, negli occhi nei gesti, il calore
Olanda :Lo spazio e la tolleranza per tutti
Francia: L’emozione che mi lega a Nizza è la joie de vivre, il saper prendere tempo per godersi la vita
Finlandia: ricordo perfettamente i paesaggi invernali, il loro legame con natura, la stima e rispetto per l’ambiente
Cipro: il fascino dell’incontro fra oriente e occidente, ricchezza culturale, i paesaggi incredibili, i siti archeologici
Usa (CA) Gli Stati Uniti lasciano senza fiato, sembra di vivere nei film che fino a poco tempo fa guardavo dall’altra perte dell’oceano”

Dopo Amsterdam, dove hai lavorato per “Cartier”, sei sbarcato negli Stati Uniti a Rancho Mirage (CA) come immigrato italiano, quali sono le procedure da svolgere per poter esser residente a lungo termine negli Usa, quali le caratteristiche di idoneità ?

“Nel mio caso personale, grazie all’equiparazione dei diritti per coppie dello stesso sesso, approvata dal Presidente Obama, lo scorso anno, ed essendo sposato a cittadino americano abbiamo avuto la possibilità di chiedere il ricongiungimento famigliare. Il procedimento è “semplice” solo dimostrando di avere fedina penale pulita, non si deve essere riconducibili a partiti comunisti e nazisti, organizzazioni terroriste, e il  costo della procedura elevato perché ci si deve affidare a un avvocato, il tempo trascorso dalla domanda al colloquio con l’ufficio immigrazione è stato di 4 mesi e nel frattempo bisogna anche sottoporsi a check up e analisi per dimostrare il proprio stato di salute.”

Proprio pochi giorni fa si è svolto il colloquio all’ufficio immigrazione, come si svolge?

“Tutto il colloquio viene basato sui motivi della richiesta di trasferimento, nel nostro per ricongiungimento famigliare, abbiamo dovuto dimostrare che la nostra è una relazione vera, con foto del matrimonio, della nostra vita insieme, degli amici della famiglia e anche se la nostra unione è riconosciuta e perfettamente integrata con la vita sociale, bisogna poi fornire la documentazione conti correnti in comune, le spese di carte di credito con due nomi, le prove della convivenza ad Amsterdam e che la richiesta di residenza non fosse mai avvenuta prima.
Tutto ciò ha comunque un senso, la procedura viene applicata indiscriminatamente e se non si ha niente da temere o da nascondere vi è la certezza dell’accettazione della domanda.”

Per coronare i festeggiamenti per la Green Card abbiamo notato che hai postato una foto con il Presidente Barak Obama. Come l’hai conosciuto?

“Mi trovavo al Thunderbird Country Club dove il Presidente, in occasione della sua recente visita in zona, si recava tutti i giorni per allenarsi, e avvicinandomi a mio marito Kurt, che è il Direttore dell’area fitness, mentre stava scattando una foto insieme a lui ha voluto che prendersi parte allo scatto essendo una persona molto socievole, friendly e alla mano.
Il Thunderbird è stato il primo della Coachella Valley (ora ce ne sono 122), ed è sempre stato il prescelto di star Hollywood e Presidenti, da lì sono passati  Ford, Heisenower, Marylin, Sinatra, Lucy Ball.”

Cosa ti manca di Imperia, cosa non hai trovato dell’Italia in altri paesi, e che consigli daresti a chi volesse far crescere una propria impresa ma con una visione “globale” e aperta verso il resto del mondo a Imperia?

“Mi mancano le mie due amiche del cuore, la famiglia, il mare, il cibo, e i carruggi, stradine, viottoli, paesaggi da Montale, la convivialità italiana, il saper godere delle piccole cose

Potrei solo consigliare di concentrarsi e individuare gli aspetti che fanno amare il proprio luogo di nascita , non c’è stata parte del mondo in cui non abbia conosciuto qualcuno che non amasse la nostra regione o chi non la volesse visitare.
Sono le ricchezze che già abbiamo che vanno valorizzate, abbiamo già tutto manca solo la voglia, l’attitudine e lo spirito imprenditoriale. Renderla fruibile dal punto di vista dei trasporti, imparare le lingue, non aver più paura del “diverso” e cogliere la vita e le persone con un sorriso.”

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