IMPERIA. LA LEGA NORD DICE “NO” AL REFERENDUM SULLA COSTITUZIONE. CHIAPPORI: “RIFORMA SCANDALO, ERA PIÙ SERIA LA DEVOLUTION DI BOSSI”/FOTO E VIDEO

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Si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 17 novembre, a Imperia presso la sala polivalente “Cremlino” di piazza Dante l’incontro pubblico per il NO al referendum del 4 dicembre organizzato dalla Lega Nord

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Si è tenuto nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 17 novembre, a Imperia presso la sala polivalente “Cremlino” di piazza Dante l’incontro pubblico per il NO al referendum del 4 dicembre organizzato dalla Lega Nord.

Erano presenti  l’Onorevole Giancarlo Giorgetti (Vice Segretario federale della Lega Nord), l’Assessore regionale allo Sviluppo economico Edoardo Rixi (Segretario nazionale Lega Nord Liguria), la Vice Presidente della Regione Liguria Sonia Viale, l’Assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai e il Sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori.

GIACOMO CHIAPPORI

“É del tutto evidente che io vengo dalla storia e la storia mia dice che nel 2001 ci fu un accordo tra partiti e si vinse e in quell’occasione per portare avanti anche un progetto di cambiamento della costituzione.

Oggi invece ci troviamo difronte ad un Governo che non è stato neanche eletto, che viene così senza neanche un programma e che viene a dire che vuole cambiare la Costituzione in maniera disorganica, in maniera tale che se per caso questo ragionamento passa, noi ci portiamo gli errori di questo cambiamento per 30 anni.

Errori fondamentali, uno dei tanti. Non avremo un Senato della Regione, ma avremo dei finti senatori che arriveranno li solo per l’immunità parlamentare. Non cambia il ragionamento che c’è tra Camera e Senato, aumenteranno i contenziosi. Insomma, tutta una serie di cose per cui il NO è doveroso. Doveroso non per mandare a casa Renzi, io questo ragionamento non lo faccio, ma perché è una riforma sbagliata.

La domanda allora è perchè quando c’era la devolution, che era una cosa di serio, questi uomini che oggi vengono a parlare di centro sinistra e propongono questo scandalo, allora chiamarono la devolution come se fosse un qualche cosa che era nella testa di Umberto Bossi e basta. No, allora era una cosa seria, un cambiamento vero, un Senato delle regioni con peculiarità particolari che non andava in conflitto con la Camera che faceva e legiferava esclusivamente in materie che non erano concorrenti. Questa è la verità”.

EDOARDO RIXI

“È una riunione dedicata al referendum per dire no ad una riforma che secondo noi toglie l’autonomia, non solo alla Regione, ma anche agli enti locali e quindi a tanti sindaci, tanti amministratori della provincia di Imperia e tanti consiglieri comunali che amano il loro territorio e non vogliono perdersi quella loro autonomia, che serve soprattutto per dare risposte ai problemi e alle esigenze dei cittadini”.

ALESSANDRO PIANA

“Tra le varie ragioni del NO alla riforma truffa di Renzi – spiega Piana – c’è anche la questione della falsa informazione sulla diminuzione dei costi della politica. La Ragioneria dello Stato ha infatti dichiarato che i risparmi certi saranno solo 50 milioni di euro circa. Inoltre, a fronte di questi modesti risparmi, sarà necessario assumere ulteriore personale per svolgere i nuovi compiti di studio, controllo, verifica, proposta attribuiti al Senato.

Con la nuova legge elettorale, che prevede il ballottaggio tra i partiti più votati, lo Stato spenderà 300 milioni di euro in più. Infine, Renzi ha introdotto con legge ordinaria ben 24.000 nuovi assessori e consiglieri comunali con un costo enorme per l’erario. Pertanto, le riforme di Renzi aumentano i costi della politica e non li diminuiscono senz’altro”.

SONIA VIALE

“Molte competenze che oggi abbiamo come Regione passerebbero allo Stato, io non penso proprio che questo migliorerebbe le cose. Abbiamo appena avuto la visita del Ministro Lorenzin che ci ha spiegato qual è la sua visione. Ad esempio sui punti nascita, tema che ha tanto coinvolto la comunità di Imperia, ritiene che sotto i mille parti all’anno debbano essere chiusi praticamente. Se rimangono aperti dai 500 ai mille è solo una scelta politica, questo ha già fatto capire la sua idea.

Io ritengo invece che una Regione vicina ai cittadini e ai bisogni sappia interpretare meglio le realtà e sfidare anche le risorse esistenti, come accaduto tra l’altro a Imperia dove c’è stato anche un ripensamento sulle ipotesi di chiusura del punto nascita.

Molto possiamo fare già oggi come Regione sulla sanità e ci stiamo adoperando. È solo un anno che siamo li. Se il cittadino non è soddisfatto di quello che fa la politica sul tema della sanità, non è necessario cambiare la costituzione, gli strumenti noi in Regione li abbiamo e dovremmo essere misurati con il voto dei cittadini, con un voto democratico, che è quello che probabilmente ha anche mandato a casa la precedente giunta Burlando di sinistra”.

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