Attualità, Home — 22 marzo 2018 alle 18:18

IMPERIA. AUTOPSIE FANTASMA. SIMONA DEL VECCHIO CONDANNATA A 6 ANNI E 6 MESI DI CARCERE. LA DIFESA:”IMPUGNEREMO LA SENTENZA, IL TRIBUNALE…”/FOTO E VIDEO

Nel corso del processo, la difesa aveva cercato di ridisegnare il quadro accusatorio parlando di fattispecie di reati minori, in particolare aveva avanzato l’ipotesi di un peculato d’uso

di Redazione

DELVV

“Impugneremo la sentenza”. Così commenta l’avvocato Marco Bosio, difensore della dottoressa Simona Del Vecchio, pochi minuti dopo la sentenza di condanna a 6 anni e 6 mesi di carcere pronunciata in Tribunale a Imperia dal collegio composto dai giudici Aschero, Russo e Lungaro, accogliendo la richiesta del PM Grazia Pradella, nell’ambito del processo che vedeva sul banco degli imputati, accusata di peculatofalso e truffa aggravata ai danni dello Statol’ex dirigente di Medicina Legale dell’Asl Imperiese.

La sentenza prevede anche l‘interdizione perpetua dai pubblici uffici per la Del Vecchio, oltre al pagamento delle spese processuali, la confisca di 1.500 euro, il pagamento all’Asl di 4.892 euro e una provvisionale da 80mila per il danno d’immagine. Il risarcimento totale verrà quantificato nelle fasi successive.

“Le sentenze non le commento, le impugno - afferma l’avvocato Marco Bosio - Per quanto riguarda il peculato, non hanno riconosciuto il peculato d’uso, leggeremo le motivazioni e vedremo. Siamo all’inizio del percorso, abbiamo l’appello, la cassazione c’è ancora tanta strada da fare”.

Nel corso del processo, la difesa aveva cercato di ridisegnare il quadro accusatorio parlando di fattispecie di reati minori, in particolare aveva avanzato l’ipotesi di un peculato d’uso, reato di minore entità rispetto a quello contestato alla Del Vecchio.

Contestando gli altri reati, il legale della dottoressa aveva chiesto l’assoluzione per l’accusa di falso perché “il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto”. Per la vicenda legata al certificato modificato della defunta Concetta Olivieri aveva chiesto l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”. Relativamente alla truffa aveva parlato di un reato di minore entità in quanto l’importo era irrisorio rispetto al fatturato dell’Asl.

 
 
 
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