IMPERIA. SERIS E MENSE SCOLASTICHE, BUONI PASTO PIÙ CARI. DA 4.50 A 4.80 EURO PER IL PRIMO FIGLIO. COSTANTINI: “PREZZO RIDOTTO NON PIÙ SOSTENIBILE”/IL CASO

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Brutta sorpresa per le famiglie imperiesi. La Seris, infatti, società partecipata al 100% del Comune di Imperia incaricata della gestione del servizio di refezione scolastica, ha aumentato il costo dei buoni pasto per il primo figlio da 4.50 a 4.80 euro

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Brutta sorpresa per le famiglie imperiesi. La Seris, infatti, società partecipata al 100% del Comune di Imperia incaricata della gestione del servizio di refezione scolastica, ha aumentato il costo dei buoni pasto per il primo figlio da 4.50 a 4.80 euro (96 euro per 20 buoni pasto).

Un rincaro ha che indispettito, e non poco, tante mamme che si sono rivolte al nostro giornale per esprimere il proprio malumore.

Il costo dei buoni pasti per il primo figlio era stato ridotto a 4.50 all’inizio dello scorso anno scolastico. Una decisione presa, di comune accordo, tra l’allora Sindaco Carlo Capacci e l’amministratore unico della Seris Vincenzo Costantini, e resa possibile grazie all’utile di 112.105 euro con cui la Seris aveva chiuso il bilancio.

Per fare chiarezza sull’argomento ImperiaPost ha contattato l’amministratore unico della Seris, Vincenzo Costantini.

Costatini, perchè la decisione di aumentare il costo dei buoni pasto per il primo figlio?

La riduzione da 4.80 a 4.50 euro per il buono pasto del primo figlio era valida per l’anno scolastico 2017-2018; da quest’anno, per effetto del termine delle agevolazioni tributarie e previdenziali per il personale stabilite dal Jobs Ac, la Seris dovrà pagare 107 mila euro in più rispetto allo scorso esercizio, per cui la riduzione a 4.50 euro non è più sostenibile. Inoltre gli utili del passato esercizio sono destinati alle manutenzioni urgenti delle 10 cucine e dei 7 refettori”.

Mamme e famiglie hanno espresso malumore per il rincaro. Lei cosa si sente di dire a riguardo?

“La Seris fornisce un servizio che si sostiene sia sulla vendita dei buoni pasto (807 euro il passato anno scolastico), sia sul contributo del Comune (402 mila euro certificati nel bilancio 2017); la riduzione dello scorso anno è stata resa possibile, oltre che da una gestione oculata, anche dal non aver dovuto pagare 107 mila euro per i contributi previdenziali, in vigore appunto per applicazione dello Jobs Act.

Inoltre la nuova Amministrazione è fattivamente impegnata, con i due assessori di riferimento, la Dott. sa Giribaldi per le Partecipate, ed il Dott. Volpe per i Servizi Sociali, nel verificare la sostenibilità della Seris, al fine di garantire il mantenimento del servizio, in questa o in altra forma, comunque migliorata.

Io sono convinto che la Seris abbia la capacità di sostenersi e sostenere il servizio di refezione scolastica cittadina, oltre che di fornire una occupazione – se pur di diversa valenza economica – a 70 dipendenti, per la maggior parte donne, che vi operano con grandissime professionalità e dedizione.

L’Amministratore opera invece, secondo le indicazioni del Comune di Imperia, ricorrendo ad ottimizzazioni economiche e funzionali di organico, oltre che di procedure operative, ma le maggiori spese, pur con la copertura dei contributi comunali e dei prevedibili incassi (praticamente stabili negli ultimi 5 anni), non consentono di diminuire il costo del buono pasto di 30 cent., perché equivarrebbe ad un minore incasso di oltre 50 mila euro all’anno per la società. Il servizio alle famiglie verrà comunque migliorato nell’immediato con la riapertura almeno di un punto di vendita a Porto Maurizio e con l’adozione di altre misure atte a migliorarne i risultati”.

 

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