Imperia: Agnesi, il gruppo Colussi e il giallo della “Schiva Srl”. Gli ex lavoratori pronti alla battaglia:”Il Comune non scenda a compromessi!”/Il caso

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Il Gruppo Colussi, le ha ceduto la proprietà dell’ex stabilimento Agnesi e di vari terreni circostanti, per un valore pari a circa 21 milioni di euro.

E’ bufera a Imperia per le notizie divulgate alla stampa da Mauro Manuello, membro di “Cittadinanza Attiva”. Il gruppo Colussi, infatti, come evidenziato da un’inchiesta condotta dallo stesso Manuello, insieme agli ex lavoratori del pastificio, e partita a seguito di alcune voci riguardanti la presunta cessione, mai avvenuta, del pastificio a gruppi imprenditoriali russi e italiani, ha creato una nuova società, di cui detiene la maggioranza (il 97%), la Schiva Srl.

La società, con stessa sede del Gruppo Colussi, è specializzata in operazioni edilizie e immobiliari. Il Gruppo Colussi, le ha ceduto la proprietà dell’ex stabilimento Agnesi e di vari terreni circostanti, per un valore pari a circa 21 milioni di euro.

L’imprenditore triestino, lo ricordiamo, a Imperia ha ancora in ballo il progetto “La Porta del Mare” alle ex Ferriere per il quale ha chiesto una variante urbanistica che il consiglio comunale del capoluogo, nel giugno del 2016, ha bocciato all’unanimità. 

Caso Agnesi-Colussi: la Schiva Srl e le preoccupazioni degli ex lavoratori

Il timore è che il trasferimento di proprietà celi un intento speculativo, ovvero la realizzazione di un grande complesso immobiliare in luogo dell’ex pastifico di via Schiva, chiuso alla fine del 2016. Un progetto che, per poter trovare sbocco, avrebbe bisogno necessariamente del contributo del Comune di Imperia. Come? Con la modifica del piano regolatore. L’ex stabilimento Agnesi, infatti, ad oggi, ha destinazione urbanistica industriale, mentre per l’eventuale realizzazione di un complesso immobiliare sarebbe necessaria una variazione al piano.

Ed è in questo passaggio che si inserisce la battaglia che Manuello e gli ex dipendenti Agnesi vogliono portare avanti. All’ispettorato del lavoro di Imperia, infatti, Manuello e gli ex lavoratori hanno scoperto che è depositato un verbale di accordo scritto nel quale Colussi si impegna a ricollocare tutti e 103 gli ex dipendenti Agnesi licenziati dopo la chiusura dello stabilimento. A distanza di due anni, però, solo pochi lavoratori sono stati realmente ricollocati, tutti gli altri sono ancora senza lavoro, per di più con le indennità di disoccupazione ormai in scadenza.

“Senza il rispetto di quell’accordo – tuona Manuello a ImperiaPost – il Comune non deve assolutamente scendere a compromessi con Colussi. Per poter ottenere, sempre che si intenda concederla, la variazione del piano regolatore Colussi deve rispettare gli accordi presi. Non lo deve solo agli ex lavoratori, ma a tutta la città. Siamo stufi di essere presi in giro. Anche i lavoratori che avevano accettato il trasferimento a Fossano ora si trovano in difficoltà. La fabbrica piemontese, in una crisi senza precedenti, ha già annunciato 117 esuberi. Un vero disastro.

Io spero e mi auguro che tutta Imperia si mobiliti per farsi rispettare da un imprenditore che sino ad oggi ha curato solo ed esclusivamente i suoi interessi e non quelli della città e dei suoi cittadini.

Non vogliamo più promesse del tipo, ‘nell’ex Agnesi sorgerà un centro commerciale ed è li che gli ex lavoratori saranno ricollocati”. Non ci interessa. Noi vogliamo che gli ex lavoratori siano ricollocati prima della concessione di un’eventuale variante al piano regolatore. L’amministrazione comunale in carica su questo punto deve essere inamovibile. Noi siamo pronti alla battaglia”.

Caso Agnesi-Colussi: in campo anche Potere al Popolo e Prc con volanti di protesta

Anche Potere al Popolo e Rifondazione Comunista hanno deciso di affiancare nella loro battaglia Manuello e gli ex dipendenti Agnesi, divulgando un volantino che racconta la storia dell’ex pastificio e i propositi immobiliari del gruppo Colussi.

“Oggi vi raccontiamo una delle tante storie di dismissione industriale – si legge nel volantino –  Ma ve la raccontiamo in modo diverso da come ce l’hanno raccontata per anni.

Succede ad Imperia, dove la multinazionale Colussi, proprietaria dello storico pastificio Agnesi, decide di interrompere la produzione e chiudere la fabbrica, lasciando sul lastrico circa trecento famiglie, considerando anche l’indotto, e privando Imperia di un suo vanto industriale.

Dopo le proteste di cittadini e lavoratori, sindacati confederali ed imprese firmano un accordo che prevede almeno la ricollocazione di molti lavoratori anche se in condizioni peggiorative. Ma visto che è una delle tante storie che conosciamo bene, l’azienda disattende l’accordo ed il sindacato resta silente.

Potere al Popolo di Imperia ha scoperto che c’è di più: Colussi ha infatti interamente ceduto alla sua società immobiliare ‘Schiva srl’ l’intero stabilimento Agnesi di Imperia. L’immobiliare in questione si occupa tra le altre cose di costruzioni, ristrutturazioni di
immobili e di centri commerciali.

Quale puó essere il futuro di un’area collocata a pochi metri dal mare, in una zona dove la speculazione edilizia è il ‘core business’ di un sistema imprenditoriale rapace?

Noi lo immaginiamo! Ma non ci arrendiamo, perchè abbiamo a cuore le sorti dei lavoratori e della città e non degli speculatori. Chiediamo quindi che si faccia chiarezza, vigileremo affinchè il Comune di Imperia non modifichi la destinazione d’uso dell’area mantenendola come zona industriale-produttiva. Ci batteremo affinchè si riapra la trattativa per avere certezze sul futuro dei lavoratori e del lavoro ad Imperia”.

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