Dolcedo: villette “abusive”, sette proprietari vincono al Tar. I titoli edilizi sono validi. “Provvedimenti Provincia tardivi”/Il caso

Entroterra Giudiziaria Imperia

La Provincia avrà sei mesi di tempo per esaminare la pratica e decedere se fare o meno ricorso al Consiglio di Stato

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Sono sette le sentenze del Tar Liguria a favore di altrettanti proprietari di villette realizzate nella zona di Dolcedo intorno al 2003 e considerate in seguito “abusive”. I giudici amministrativi liguri hanno annullato il provvedimento della Provincia di Imperia, che, a sua volta, annullava i permessi di costruire rilasciati dal Comune di Dolcedo.

A difendere i proprietari delle abitazioni, tutti olandesi, tedeschi e svizzeri, gli avvocati Matteo Melani, Glauco Stagnaro, Giuseppe Fossati, Angelo Ramoino, Giuseppe Acquarone, Luigi Piscitelli.

Sette sentenze del Tar a favore di altrettanti proprietari di villette della zona di Dolcedo

Spiegano i legali Melani e Stagnaro: “Le recentissime sentenze del Tar danno ragione ai cittadini stranieri da noi assistiti e torto alla Provincia, per quanto riguarda la questione dell’annullamento dei titoli edilizi riferiti a villette costruite intorno al 2003 nella zona di Dolcedo. Ora la Provincia avrà sei mesi di tempo per esaminare la pratica e decidere se fare o meno ricorso al Consiglio di Stato. Noi siamo comunque pronti a ribadire la nostra tesi anche in caso di ricorso.

La Provincia aveva annullato le concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Dolcedo e quindi vi era il rischio che le costruzioni dovessero essere demolite. Il Tar ha annullato il provvedimento della Provincia, ristabilendo quindi la validità dei titoli edilizi. Chiedere i danni alla Provincia? Quando la vicenda sarà finalmente terminata in modo definitivo non è da escludere, anche perché i beni immobili dei nostri assistiti, a causa di questa storia, subiscono pesanti incertezze dal punto di vista della loro commerciabilità“. 

“Difficile spiegare a degli stranieri che in Italia possono accadere cose simili”

Concludono gli avvocati Melani e Stagnaro: “Uno dei problemi che abbiamo dovuto affrontare è stato quello di spiegare a dei cittadini stranieri, con in alcuni casi avevano comprato le case già edificate, come sia possibile che in Italia si possa costruire un edificio con le necessarie autorizzazioni e che poi queste vengano annullate una volta che l’edificio è stato ultimato“. 

Villette Dolcedo: un pasticcio all’italiana

Quello delle villette di Dolcedo è il più classico dei pasticci amministrativo-giudiziario all’italiana.

Le sentenze che accolgono i risorsi dei proprietari delle villette e contestualmente invalidano i provvedimenti, emessi dalla Provincia, di annullamento dei titoli edilizi, hanno tutti la stessa motivazione. I provvedimenti, si legge nei dispositivi sono intervenuti “tardivamente, cioè in epoca successiva alla scadenza del termine di 18 mesi previsto dalla normativa vigente per la sua adozione, con conseguente ‘consumazione’ del relativo potere”.

I ritardi contestati sono dovuti al fatto che i titoli edilizi originari rilasciati dal Comune di Dolcedo erano già stati stati oggetto di un precedente annullamento d’ufficio da parte della Provincia di Imperia, ma il Tar, anche in quel caso, aveva deciso per l’annullamento in quanto “la contestazione indirizzata al solo titolare del permesso di costruire originario, e non anche al successivo proprietario, quale risultante dai registri immobiliari tenuti presso la competente Conservatoria”.

La Provincia si era così trovata costretta a emettere nuovi provvedimenti di annullamento dei titoli edilizi. Oltre i termini previsti dalla legge, però, come sentenziato dal Tar.

Il caso villette abusive, a Dolcedo, sfociò anche in un’inchiesta con decine di indagati e in un successivo processo conclusosi con il proscioglimento di tutti gli imputati. 

Secondo l’accusa, i proprietari delle villette avrebbero costruito o acquistato in zone sottoposte a vincolo ambientale sforando le volumetrie senza le necessarie autorizzazioni, ad esempio trasformando quello che originariamente era un semplice magazzino agricolo in una villetta.

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