Imperia: presidio di protesta dell’Associazione “Governo del Popolo” davanti al Tribunale. “Stop al sabotaggio di denunce e processi per favorire criminali”

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Presidio questa mattina davanti all’ingresso del Tribunale di Imperia da parte di alcuni attivisti che hanno aderito all‘iniziativa lanciata a livello nazionale dal presidente dell’Associazione Governo del Popolo APS Francesco Carbone. Presenti membri delle associazioni No Green Pass Provincia di Imperia, con l’obiettivo di “pretendere l’effettiva applicazione della legge e della Costituzione e la punizione esemplare dei sistemi criminali e dei pubblici ufficiali infedeli”.

La protesta, iniziata simbolicamente oggi, nel trentennale della strage di Capaci, in cui, per mano della mafia, morì il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, continuerà per quattro giorni.

Imperia: il presidio dell’Associazione “Governo del Popolo APS”

“Il popolo italiano dice basta all’abuso criminale del modello 45 – si legge nel volantino dei manifestanti – che viene utilizzato da magistrati criminali per sabotare denunce e processi contro affiliati a sistemi criminali (logge, cosche, ordini, sette) per renderli impuniti.

Ogni anni sono 300 mila le denunce dei cittadini italiani e le notizie di reato procedibili d’ufficio comunicate dalle forze dell’ordine che vanno a finire nel registro ‘fatti non costituenti notizie reato’ pur essendo stati denunciati reati anche di tipo mafioso, voto di scambio politico mafioso, corruzione in atti giudiziario, frode processuale, frodi all’erario, appalti illeciti, pedofilia, violenza privata, omicidio, truffe e tanto altro ancora”.

“Vedremo chi si attiverà – conclude il volantino – tra i magistrati e organi di controllo dimostrando disciplina ed onore o se tacitamente confermeranno di favorire crimini e criminali di ogni genere dando l’ennesima dimostrazione al popolo italiano di essere sotto golpe politico giudiziario fin dal 1989 e da due anni anche sotto dittatura sanitaria. Se dopo quattro giorni di silenzio istituzionale nessuna delle succitate autorità sarà intervenuta, tacitamente sarà dichiarata la dittatura, conseguentemente il popolo italiano sarà costretto a bloccare l’Italia fino a quando non inizieranno gli arresti degli infedeli di Stato per ripulire le Istituzioni a tutela delle Istituzioni, del popolo italiano e della Carta Costituzionale”.