Italia Nostra: appello ai Sindaci dell’imperiese. “Stop al taglio di piante e alberi. Verde pubblico salvezza per il benessere climatico”

Imperia Politica

“La salvezza sta nelle piante. Ovvero il verde in città ed il benessere climatico, un connubio da conoscere e valorizzare. Stiamo tutti vivendo una situazione di forte disagio climatico a causa delle alte temperature di questa torrida estate. Forse ora ci rendiamo conto di quanto una politica di potenziamento della presenza delle piante e del verde nelle città possa costituire un elemento di salvaguardia e benessere, come sostengono ormai unanimemente scienziati ed esperti nelle varie specializzazioni”. Così in una nota stampa Daniela Cassini, presidente di Italia Nostra Ponente Ligure.

Italia Nostra: l’appello alle istituzioni

“Nel nostro Ponente, noto come eccellenza climatica, purtroppo si sta affermando invece una politica miope delle Amministrazioni pubbliche che portano a continui e devastanti tagli di vegetazione urbana –  si legge in una nota inviata agli organi di informazioneinteri angoli di verde cittadino sono cancellati e con essi qualitàdellavita e memoriastorica. Gli esempi più eclatanti sono a Sanremo (Via Nino Bixio, S. Tecla, Corso O. Raimondo, zona Ospedale), a Bordighera (i pini di Via Aldo Moro), uno stillicidioche si allarga sempre più.

Come Italia Nostra Ponente Ligure esprimiamo una forte preoccupazione ed una decisa protesta per l’ incuria e l’indifferenza verso un bene comune quale il verde pubblico. Una nostra presa di posizione che coinvolgerà anche l’Associazione Regionale e Nazionale per dare ulteriore voce alla popolazione e ai Comitati Civici, inascoltata nei tanti gridi di allarme lanciati. Tutti noi siamo chiamati a responsabilità.

Ai Sindaci in particolare modo chiediamo azioni concrete di vera responsabilità pubblica in una visione che tenga conto delle grandi trasformazioni che stiamo già vivendo. Vogliamo una progettazione non più volta al mero consumo di suolo, ma invece tesa al benessere della popolazione tutta e dell’ambiente. Ora il clima sta diventando una emergenza, dopo tanti anni di allarmi inascoltati, i fenomeni meteorologici anche nelle nostre zone hanno assunto caratteri di alternanza estrema: siccità, trombe d’aria e grandinate con chicchi enormi, piogge violente.

Il meteorologo e climatologo Luca Mercalli, che è stato nella Valle Argentina pochi giorni fa, è pessimista per il futuro: mancano ormai pochi anni al 2030, termine dell’Agenda di sviluppo sostenibile per abbattere del 50% le emissioni inquinanti, senza risultati e questo porta a surriscaldamento terrestre, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare, clima sempre più estremo. L’emergenza non è lontana da noi.

Nelle realtà locali una pianificazione del verde volta a ‘coprire’ le nostre città di piante è l’unica possibilità di sopravvivere con benefici ecosistemici per la riduzione degli inquinanti, dell’anidride carbonica e l’attenuazione delle ondate di calore. Gli alberi refrigerano l’aria e raffreddano gli edifici vicini, sono spugne d’acqua che poi rilasciano salvando salute e portafoglio. Dove non ci sono alberi è stimata una temperatura di 5-6 gradi più alta, la città è più vivibile per residenti e turisti. Pensiamo per esempio alla ‘forestazione‘ di Barcellona e alla griglia verde di Nizza. Più alberi e meno condizionatori d’aria.

Ci siamo chiesti da tempo quanto in particolare il nostro territorio si stia impoverendo di verde. Oltre ai tagli di intere alberature recenti , che spesso lasciano il posto a grandi e piccole speculazioni e cementificazioni, il Presidente Regionale di Italia Nostra ci ricorda che il consumo di suolo della Liguria nella fascia litoranea di 300 metri è del 47%, cioè più del doppio della media italiana (22%).

Occorre fermare questo pericoloso declino, e riconoscere che la sostenibilità del ‘sistema città’ è dato anche e soprattutto dalla presenza della infrastruttura verde: prevenzione del dissesto idrogeologico, limitazione dell’inquinamento acustico e da polveri sottili, attenuazione delle ondate di calore, preservazione e qualificazione del paesaggio, degli scorci urbani, dell’immagine e dell’attrattiva della città. Il taglio del verde urbano implica danni al territorio, al paesaggio, e alla salute. Una responsabilità epocale con precise conseguenze tangibili dunque, a cui nessuno può più sottrarsi, tanto più chi ha ruoli decisionali nel governo dei territori”.