Imperia: dopo le polemiche per le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute sulle Centrali del 118, il DG dell’Asl Filippo Maria Stucchi getta acqua sul fuoco. “Servizio da riorganizzare, ma operatori tutti strategici”

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Sulla polemica generata dalle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute Angelo Gratarola, che hanno provocato anche la reazione indignata dei sindacalisti della Cisl e della Fp Cgil, interviene ora il Direttore generale dell’Asl imperiese, Luca Filippo Maria Stucchi, che ha contattato direttamente la redazione del nostro giornale.

Per il Direttore generale dell’Asl imperiese “l’assessore Gratarola ha ben chiaro il ruolo della Centrale operativa del 118”

Spiega il DG Luca Filippo Maria Stucchi: “Conoscendo l’assessore e avendo fatto un incontro di recente con lui  proprio in merito alla riorganizzazione del 118 in Liguria, ritengo che Gratarola, che fra l’altro è un uomo delle emergenze, abbia ben chiaro il ruolo della Centrale operativa del 118. La polemica che si sta generando mi pare sia più legata al futuro collocamento delle centrali e allora ritengo necessario fare chiarezza in merito.

In Lombardia, regione dalla quale provengo e dove mi sono occupato di emergenza territoriale, ci sono una centrale del 112 e 4 centrali del 118 per 10 milioni di abitanti e se in Lombardia l’emergenza funziona con questi numeri, è chiaro che può funzionare in Liguria con una centrale del 112 e 3 del 118 per un milione e mezzo di abitanti. Inoltre non parliamo di centrali separate, ma di fatto di un’unica centrale collocata in tre luoghi. Si usa infatti un sistema in base al quale risponde il primo operatore disponibile, al di là della sua collocazione e questo proprio per garantire la risposta più rapida possibile per l’utente

Ritengo che quello che voleva sottolineare l’assessore Gratarola fosse che gli operatori sono tutti strategici e non possono essere certo paragonati a un semplice call center, con tutto il rispetto per questi ultimi, ma a un call center dell’emergenza ,il cui compito è quello di identificare la necessità di salute del cittadino e individuare non solo quale sia l’emergenza, ma anche quali mezzi di soccorso fare arrivare.

La logica è quella di fare un primo triage con la chiamata ricevuta dalla centrale e poi una ulteriore valutazione, una volta che sono giunti sul posto i mezzi di soccorso.

La riorganizzazione vuol dire rivisitare le centrali per renderle più performanti, con più operatori e non togliere un servizio. Questo prevede anche di rivisitare il triage, con l’individuazione del mezzo di soccorso più appropriato da inviare, che può essere mezzo di base come l’ambulanza o un mezzo di soccorso avanzato, con infermiere o medico e infermiere”.

Conclude il Direttore generale dell’Asl imperiese: “Si tratta di creare una rete più organizzata, che riguarda anche la scelta dell’ospedale più idoneo presso il quale inviare il paziente, rispetto alla sua patologia. Non avrebbe senso penalizzare il settore dell’emergenza del Ponente ligure. Si tratta della prima risposta che diamo ai cittadini e va rafforzata e la sua riorganizzazione mira a questo, così come il progetto dell’ospedale di Bordighera, sul quale sto lavorando.  Anche il fatto di avere un elicottero ad Albenga e piazzole che stiamo aprendo a su tutto il territorio per consentire anche i voli notturni e quindi un servizio di elicottero h24, che in precedenza non avevamo, sono scelte che vanno in questa direzione”.