Il “Pagellone” di fine anno di ImperiaPost: i voti al sindaco, agli assessori e… / Parte I

Attualità Imperia

Il voto è complessivo e non è appellabile nè dinnanzi al T.A.R. nè dinnanzi al Consiglio di Stato tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo.

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Cambia il Sindaco, la giunta (in parte), molti dei consiglieri comunali, ma il Pagellone di fine anno di ImperiaPost torna come di consueto per dare la nostra modestissima opinione sull’operato degli amministratori e affini della città di Imperia. Dunque è tempo di bilanci per i componenti dell’amministrazione e dei loro oppositori.

Il voto è complessivo e non è appellabile nè dinnanzi al T.A.R. nè dinnanzi al Consiglio di Stato tantomeno alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo.

Per eventuali querele quest’anno, visti i chiari di Luna, abbiamo un pool di avvocati (Carpano, Tahiri e Ritondale) pronti a difenderci dai “permalosoni” anche se speriamo tale iniziativa sia vissuta da tutti come una simpatica e goliardica pagella di fine anno. 

Iniziamo subito dal sindaco e dalla giunta comunale.

Claudio Scajola (Sindaco) voto 5: più che un Sindaco, governa la città come un Imperatore, quasi sempre accompagnato da assessori e consiglieri che si trasformano per l’occasione in “Pretoriani”. Qualità indiscutibili nel trasformare la pulizia di una caditoia o il posizionamento di trappole per topi in un successo straordinario. 

In questi primi 6 mesi di amministrazione ha collezionato alcune brutte figure: la nomina di Gianesini, nuove incriminazioni nel processo di Reggio Calabria, il “cazziatone” boomerang a Toti sul maltempo, la mancata cittadinanza a Gabrielli, l’annuncio, in pompa magna, della partecipazione alla Coppa America di vela, poi sfumata, e infine il definire “campagna elettorale il caso della figlia Lucia, accusata dalla Polizia Postale (con tanto di perquisizione a Villa Ninina) di aver insultato il cugino sotto mentite spoglie. “Dedicherò gli ultimi 5 anni della mia vita politica alla mia città”, disse in campagna elettorale, ma poco dopo sfratta Forza Italia dalla sede di via Matteotti per fare spazio alla sua “Polis”. Maestro. 

Giuseppe Fossati (vice sindaco) voto 5.5: dopo la tanto agognata nomina a vice sindaco, non è più l’uomo di una volta. Da grafomane dell’anno si è trasformato nell’assessore “silenzioso”. Il Capo (Claudione) si sa è uno che non passa inosservato, ma una maggiore presenza sui teleschermi di Imperia TV ce la saremmo aspettata. Pronto a subentrare al sindaco nel caso in cui a Reggio si mettesse male, Fossati deve ancora dimostrare di guadagnarsi lo stipendio comunale. Attendista.

Ester D’Agostino (assessore lavori pubblici) voto 6.5: Non abbiamo ancora abbastanza elementi per dare un giudizio soddisfacente, ma per quello che abbiamo potuto vedere il passaggio da consigliere di “opposizione” ad assessore è soddisfacente. Volenterosa, attenta e, malgrado le poche risorse a disposizione, sembra essere sul pezzo. Presente. 

Antonio Gagliano (assessore alla viabilità) voto 3: vera spina nel fianco del sindaco, Gagliano in soli 6 mesi ha collezionato numerosi scivoloni. Memorabile il litigio davanti al suo bar con l’attore Antonio Carli, così come il collaudo (poi smentito dal sindaco) degli ascensori, utilizzando al posto dei pesi, persone in carne ed ossa. I suoi tour pomeridiani a bordo della #municipalmobile sono ormai divenuti il suo hobby. La redazione nutre ancora dei dubbi, mai fugati dall’interessato, sul suo diploma di licenza media, ma si sa la speranza è l’ultima a morire. Indomabile. 

Laura Gandolfo (assessore all’arredo urbano) voto 7: si sbatte parecchio e non manca quasi mai, così come altri assessori, nel formare il codazzo del sindaco (e signora) agli eventi “mondani”. Pronta a farsi carico delle istanze e segnalazioni dei lettori di ImperiaPost, la Gandolfo è certamente la più reattiva della giunta. Come inizio non è male, ma ci aspettiamo che vada in giunta o dalla collega Giribaldi a pretendere più soldi per rendere ancora più bella la nostra città. Operativa. 

Fabrizia Giribaldi (assessore al bilancio) voto 6.5: per il solo fatto di aver accettato l’incarico degno di un “kamikaze”, merita una sufficienza piena. Non brilla per l’empatia, ma, si sa, chi ha a che fare con i numeri tutti i giorni è serio e rigoroso. L’arrivo di Rossi, il consulente scelto da Claudione, sembra averla messa un po’ in ombra. I bookmakers puntano su un abbandono prima dello scadere del 2019, vedremo. Commercialista. 

Gianmarco Oneglio (assessore al commercio) voto 5.5: Ci ha creduto fino in fondo e alla fine ci è riuscito. Il balneare per eccellenza ha dovuto però lasciare qualche incarico qua e là e la sua nota vena polemica, anche nei confronti di alcuni suoi colleghi, è stata circoscritta al perimetro del suo stabilimento. La sua dichiarazione dei redditi (solo quelli personali, srl esclusa) ha fatto sorridere i più. L’istituzione della tassa di soggiorno è di certo il banco di prova per l’assessore portorino. Polemico.

Simone Vassallo (assessore alle manifestazioni) voto 7: Si fa voler bene un po’ da tutti, forse è proprio quello il suo difetto. Vassallo è senza dubbio uno dei pochi animali politici che ha saputo rischiare e salire, in extremis, sul cavallo vincente. Pochi i soldi a disposizione. Molto ben voluto, ringrazia sistematicamente tutti ad ogni evento cittadino. “Ti dico qualcosa?” È questo il suo primo istinto anche quando vede un vecchietto con una polaroid del 1972 appesa al collo. Politico. 

Luca Volpe (assessore ai servizi sociali) voto 6.5: il suo è un compito delicato e spesso, anche se si vorrebbe, non si può aiutare tutti. Un assessorato che fa poca pubblicità, ma lavora molto e tocca con mano i bisogni delle persone. Disponibile, le vacanze per lui sono un miraggio, anche se il suo impiego principale lo tiene spesso lontano dal Cremlino. Retto. 

Marcella Roggero (assessore alla cultura) voto 5: l’impegno sembra esserci, ma spesso non basta. Il suo doppio incarico (in Comune e in Assonautica) ci pare, non solo a noi, del tutto inopportuno. Vista la decisione di rendere annuale la manifestazione delle Vele d’Epoca, le dimissioni della Roggero da Assonautica, preannunciate dal presidente Meini, si allontanano inesorabilmente. Prezzemolina, mandano lei a presenziare agli eventi minori e in confronto al suo predecessore sembra senza dubbio più sul pezzo, ma di certo meno preparata. Prezzemolina. 

Ivan Gianesini: (ex assessore all’ambiente) voto 2.5: mito indiscusso dell’anno, siamo ironici ovviamente. È riuscito a modificare il detto popolare “non bisogna essere una cima” in “non bisogna mica essere Gianesini”. L’ing., dopo la clamorosa notizia sulla sua laurea “fantasma”, è partito per un lungo viaggio in Africa. Da punta di diamante dell’amministrazione Scajola si è trasformato in un vero e proprio fardello di cui il sindaco ha fatto subito a meno. Missionario.

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