Attualità, Home — 21 aprile 2018 alle 07:07

SERALE AMICI 2018. DANIELE ROMMELLI, A TU PER TU CON IL BALLERINO IMPERIESE:”IL MOMENTO PIÙ BELLO…”/L’INTERVISTA

La partecipazione del ballerino imperiese al programma TV “Amici”, condotto da Maria De Filippi, in diretta al sabato in prima serata su Canale 5, è stata costellata di moltissime emozioni e colpi di scena che hanno tenuto incollati allo schermo non solo i suoi concittadini, ma anche migliaia di italiani.

di Gaia Ammirati

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Allenamenti, sfide, esibizioni, amicizie e amori. La partecipazione del ballerino imperiese al programma TV “Amici“, condotto da Maria De Filippi, in diretta al sabato in prima serata su Canale 5, è stata costellata di moltissime emozioni e colpi di scena che hanno tenuto incollati allo schermo non solo i suoi concittadini, ma anche migliaia di italiani.

A 5 giorni dall’eliminazione dall’edizione serale del talent show, ImperiaPost ha avuto l’opportunità di intervistare Daniele per scoprire i retroscena del programma e sapere “a caldo” le sue impressioni sull’esperienza appena vissuta.

Perché hai deciso di provare a entrare ad Amici?

“Per provare un’esperienza nuova, per crescere attraverso questa esperienza e acquisire una visione del mondo diversa. È stata una grande emozione entrare”.

I primi tempi hai attraversato una crisi nella scuola, come mai? Come l’hai superata?

“Dall’esterno sembra tutto molto più semplice, in realtà è un percorso difficile, più a livello mentale che fisico, e hai bisogno di tempo per ambientarti. Ci sono persone che si abituano presto, altre ci mettono di più. In particolare, all’inizio sono state le telecamere e il microfono addosso tutti i giorni tutto il giorno che mi mettevano pressione, poi ci ho fatto l’abitudine”.

Qual è stata la sfida più difficile? E quella più bella?

“Quella più difficile è stata contro Bryan. Abbiamo fatto due comparate nella stessa puntata e la seconda è stata quella con cui ho avuto più difficoltà. Quella contro Lauren è stata la più bella, quando ho ballato un pezzo di hip hop. È stata la più bella perché quando vuoi bene a un’altra persona, con la quale c’è un legame, di amicizia o di amore non importa, c’è sempre una sana competitività, che dovrebbe esserci sempre”.

Come hai vissuto i rapporti con gli altri concorrenti?

“Non ho mai avuto nessun tipo di problema. Sono molto felice di averli conosciuti, sono tutte brave persone. Ho stretto delle belle amicizie, in particolare con Matteo, Luca e Lauren”.

Tra te e Lauren è sbocciata una storia d’amore, per la quale hai anche chiesto di cambiare squadra. Ce ne vuoi parlare?

“Per ora preferisco non commentare, finchè lei è dentro il programma”.

È stato difficile confrontarsi con i professori? La Peparini ti ha sempre sostenuto, mentre Garrison no. Come mai secondo te?

“Ho provato a far cambiare idea a coloro a cui non piacevo, mentre quelli a cui piacevo, in primis la Peparini, mi hanno sempre supportato, ed è stato molto importante per me. Alla fine è una scuola e non puoi piacere a tutti i professori, dato che è normale essere portati di più per certe “materie” rispetto ad altre. Ogni esibizione era a sé, e per ognuna ho avuto commenti, positivi e negativi che all’interno portavano consigli. Sta alla persona coglierli e dimostrare di averci lavorato sopra. Ed è quello che ho provato a fare”.

Com’è lavorare con Maria De Filippi?

“È una persona che ci sta molto vicino, cerca sempre di consigliarci, aiutarci, per quanto è possibile, nell’affrontare il percorso, al di fuori della danza e del canto, a livello psicologico. È molto pesante, infatti, stare per molto tempo distante da casa, senza poter avere nessun contatto con i propri cari, ti ritrovi da solo con te stesso, e se hai qualcuno vicino è un grande aiuto”.

È stato difficile?

“Sì. Quando poi sono passato al serale e siamo entrati nelle casette, la chiusura è stata totale. Non si poteva avere nessun tipo di contatto con l’esterno ed è iniziata la fase più complicata a livello psicologico. Sì, eravamo tutti insieme, ma non era facile. Non avevamo neanche gli orologi. Da una parte si lavorava meglio, perché non avevi l’ansia di guardare quanti minuti erano passati o che ora si era fatta. Era anche un modo per concentrarsi tanto sul lavoro.

Ti aspettavi di entrare al serale?

“Ci speravo come tutti. Si tratta di un gioco, ma comunque si ha sempre un obiettivo. Sinceramente speravo di ballare di più, ma sono stato bloccato entrambe le puntate a cui ho partecipato. Purtroppo fa parte del gioco, se ci sono delle regole che permettono questa opzione, bisogna accettarlo. Mi ha fatto piacere il fatto che nella prima puntata il direttore artistico Luca Tommassini mi abbia salvato e, nella seconda, ha voluto far vedere il meglio di me. Lo devo ringraziare tanto”.

Com’è andata l’esibizione sul palco del serale in diretta?

“L’esibizione è stato un momento strano, dato che ero stato fermo tutta la sera. Quando hai occasione di far finalmente vedere quello che hai fatto in 2 settimane di lavoro, che là sembrano 6 mesi, non vedi l’ora di esibirti. Sono contento di come è andata anche se ovviamente si può sempre fare di più. Noi ballerini non siamo mai contenti delle nostre esibizioni”.

Che idea ti sei fatto del mondo della TV?

“È difficile rispondere. Il mondo della Tv è vasto, io ho partecipato a un talent show che ad esempio è molto diverso da un corpo di ballo della Tv. In particolare, la differenza più evidente è che il primo è un gioco, dove c’è bisogno di impegno e un pizzico di strategia, ma non quella malsana. Bisogna giocare, divertirsi e apprendere il più possibile. Il mio obiettivo era far cambiare idea ai professori che avevo contro, ma purtroppo non ho avuto la possibilità di dimostrare pienamente quello che potevo fare”.

Al momento dell’eliminazione hai fatto un toccante discorso riguardo l’importanza di non insultare chi fa arte. Puoi parlarcene meglio? A chi ti riferivi in particolare?

“Mi è uscito così, spontaneamente. Era riferito non solo a chi era davanti a me, ma a tutti. Spesso nella danza, ma non solo, si tende a giudicare, ma cadendo nell’insulto. Dire “fai schifo” è un insulto, non si può trarre un consiglio. Un giudizio invece ti può far crescere e ti può servire. La danza spesso viene presa come un giochino, mentre si dimentica che è un’arte. Ovviamente fino a una certa eta va presa come un gioco e deve sempre rimanere una cosa in cui si sfrutta la porta ludica, ma bisogna ricordarsi che è arte, cultura e non va mai sminuita. Soprattuto l’hip hop molte volte non viene preso seriamente, mentre invece è una coltura enorme. Avrei preferito dirlo ballando, ma non ne ho avuto l’occasione e l’ho detto così”.

Il ricordo più bello del tuo percorso?

“È stato sentirmi dire da un docente (Veronica Peparini ndr) che secondo lei “sono la danza”. È stata una bellissima soddisfazione”.

Quali progetti hai adesso? Continuerai la carriera di ballerino?

“Sicuramente continuerò questo percorso, ma preferisco non parlare dei progetti ora, per scaramanzia”.

Com’è nata la tua passione per il ballo?

“In realtà, è tutto nato all’età di circa 11 anni, guardando video musicali in cui vedevo ragazzi che si divertivano tantissimo. Anche se non li guardava nessuno, si divertivano lo stesso. Io ero molto timido, quindi per me il fatto di essere guardato non mi importava. Ho studiato tanti anni a Imperia, per poi spostarmi all’estero a Parigi e Los Angeles. Per fare qualche esempio, ho lavorato con Lodovica Comello nel suo tour mondiale, sono stato ballerino per Amari Marshall allo Jete show e al World Choreography e ho fatto parte del corpo di ballo del Festival di Sanremo”.

Cosa pensi di Imperia per quanto riguarda opportunità nel mondo dello spettacolo? Vedi sbocchi per i giovani?

“Io credo che limitazioni esterne non ne abbiamo, solo dentro noi stessi. Per questo non importa se nasciamo in una realtà piccola, bisogna solo impegnarsi e costruirsi una strada. Il mio consiglio è rivolto ai genitori, ed è quello di far coltivare una passione ai propri figli, perché ora è raro averne una. È un tesoro. Nel 2018, con internet e la comunicazione molto più veloce, è più semplice crescere e informarsi. Poi bisogna anche essere disposti a muoversi e fare dei sacrifici. Io sono sempre stato sostenuto tanto dai genitori e la mia famiglia, e gliene sarò sempre grato”.

Il percorso di Daniele nella scuola di Amici, ecco le puntate: