Imperia: porto, cantieristica nel caos. Comune dichiara guerra al Copi e avvia iter decadenza concessione/Il caso

Attualità Imperia

Il Comune di Imperia dichiara ufficialmente “guerra” al Copi, il Consorzio che ha in concessione l’area cantieristica del porto turistico. Nei giorni scorsi, infatti, il presidente Corrado Giancaspro ha ricevuto comunicazione dell’avvio del procedimento di decadenza della concessione demaniale.

Imperia: area cantieri, è il caos

All’origine dell’avvio del procedimento svariate contestazioni avanzate dal Comune di Imperia a seguito del sopralluogo dello scorso 7 settembre 2020 nell’area della cantieristica ad opera della Polizia Municipale e dei tecnici dei settori Ambiente, Demanio e Urbanistica.

In particolare sono cinque le contestazioni, il mancato rilascio del 45 bis alle imprese operanti nell’area della cantieristica (Cantieri del Ponente, Imperia Yacht Service, EA96, Marittima Service, Daire Engineering, Centro Nautico Marina) , il mancato utilizzo dell’impianto di depurazione, i container utilizzati come mense, spogliatoi e ricoveri per gli attrezzi, ritenuti abusivi, la promiscuità delle acque inquinate per l’avvenuta demolizione del canale di scolo e insegne pubblicitarie non autorizzate.

Ecco le contestazioni, nel dettaglio

  •  l’area non è utilizzata direttamente dal Consorzio concessionario, ma è stata suddivisa e delimitata con transenne ad uso esclusivo e non correlato dei consorziati, che utilizzano la porzione di area a loro dedicata in modo esclusivo senza titolo autorizzativo e senza avere a supporto un contratto di locazione e/o di affidamento da parte del Consorzio.
  • l’impianto di depurazione dell’area risulta non funzionante ed inutilizzato e sullo stesso non è stata effettuata la manutenzione ordinaria e straordinaria come prescritto nelle concessioni demaniali rilasciate. A comprova di tale mancata manutenzione del non funzionamento è il fatto che i tombini a pavimento dell’impianto sono bloccati e che su tale area è addirittura posizionata l’area cantiere di un consorziato.
  • su tutte le aree, tranne su quella fruita dal consorziato “xxxxxxx”, sono presenti manufatti edilizi, non autorizzazione dal punto di vista demaniale che edilizio-paesaggistico, i quali – a prescindere dal materiale utilizzato – non possono ritenersi precari, attesa la loro funzione, avendo quindi rilevanza edilizia e paesaggistico-ambientale, in quanto interventi di trasformazione del territorio e costituiscono violazione dell’obbligo di dolarsi dell’assenso dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico. Inoltre su tale area la vigente pianificazione non prevede la realizzazione di manufatti permanenti.
  • la sezionatura, prescritta dall’AUA rilasciata ai cantieri, della canaletta realizzata a bordo strada per la raccolta dell’acqua piovana e di lavorazione sulle imbarcazioni, è risultata demolita, portando ad una promiscuità delle acque inquinate dalle ditte.
  • lungo la recinzione esterna dell’area in concessione al Consorzio sono state sistemate delle insegne pubblicitarie non autorizzate.

Le possibili soluzioni della diatriba

Per il Copi sono due le soluzioni possibili: o sanare tutte le presunte irregolarità, nell’ambito del procedimento di decadenza, così come previsto dalla legge, oppure presentare ricorso al Tar (e sarebbe il secondo) e aprire una battaglia legale.

Travel lift: ripristinato il servizio

Nel frattempo il travel lift, strumento necessario per alaggio e varo delle imbarcazioni, messo all’asta dalla Porto di Imperia Spa, è stato acquisito dal Copi, in affitto per un anno.