Imperia: esproprio ex Granatini, scontro tra Comune e privati. “Area inidonea per parcheggio pubblico, con incidenze negative su traffico e sicurezza”

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“Risulta fin troppo evidente che l’area scelta per la realizzazione del parcheggio pubblico rotazionale in discussione è del tutto inidonea in ragione non solo delle effettive caratteristiche del sito, ma anche dell’incidenza negativa che tale opera rifletterebbe sul traffico locale, oltre che sotto i profili di sicurezza idraulica, sismica e antincendio. Così l’avvocato Matteo Borello nelle osservazioni inviate al Comune di Imperia in opposizione all’atto di esproprio (già oggetto di un ricorso al Tar) dell’area ex Granatini con l’obiettivo di realizzarvi un parcheggio pubblico.

Nelle osservazioni, il legale individua anche un’area alternativa adiacente ai giardini Rosario, con affaccio su via Nizza, per la realizzazione di un eventuale parcheggio pubblico. Proposta però bocciata dal comune.

La pratica sarà oggetto, venerdì prossimo, 21 gennaio, di un consiglio comunale che si prospetta caldissimo, anche perché l’area di proprietà della famiglia del consigliere di minoranza Edoardo Verda.

Imperia: esproprio area ex Granatini, ecco pro e contro del progetto secondo privati e Comune

Nelle osservazioni dell’avvocato Borello, rappresentate della titolare dell’area, Caterina Garibbo Siri, sono contenute tutte le contestazioni al progetto predisposto dal Comune di Imperia. Eccole:

  • L’area è letteralmente circondata su tre lati da palazzi storici e sul quarto e ultimo lato da un importante muro d’argine che si erge sull’esondabile Torrente Caramagna.
  • L’unica via d’uscita (e di entrata) è un piccolo e stretto tunnel che al suo interno risulta frammezzato da parcheggi privati. Tale unico passaggio presenta dimensioni veramente ridotte, tali per cui appare impossibile accogliere il traffico di auto e motocicli che usufruirebbero del parcheggio, a maggior ragione vista la capienza dell’opera in questione (si parla infatti di ben 41 stalli, di cui 28 posti auto e 13 posti moto).
  • L’assenza totale di uscite d’emergenza rende fin troppo evidente come un parcheggio rotazionale di tali “importanti” dimensioni (si parla di un’area di circa 2400 mq) e significativa allocazione di stalli diverrebbe “pericoloso” sotto il profilo di sicurezza antincendio e di sicurezza generale. Il tutto sempre considerando che il predetto piccolo tunnel consentirebbe un solo ed unico senso di marcia di una vettura di media dimensioni.
  • Se si tiene poi in considerazione la natura pubblica e rotazionale dell’opera, è chiaro che vi sarebbe un “via e vai” continuo di veicoli, tra chi accede all’area in cerca di posto, chi invece attende la liberazione di uno stallo, chi aspetta in coda. Il tutto senza considerare che questo traffico, già intenso durante tutto l’arco dell’anno, essendo  Imperia centro nevralgico del Ponente ligure, si incentiverebbe ancora di più durante, a titolo esemplificativo, la stagione estiva o balneare piuttosto che durante le festività.
  • La presenza di così tanti veicoli costituirebbe un ulteriore pericolo per i pedoni e per la circolazione in generale, tenuto conto oltretutto che le dimensioni ridotte dell’unico tunnel (già più volte menzionato) che consente l’accesso al sito, non permettono neppure di suddividere i canali di accesso/uscita di pedoni e veicoli. Circostanza questa che viene altresì riconosciuta anche all’interno della Proposta di apposizione del vincolo per l’esproprio del 7 luglio 2021 a firma del Dirigente del Settore Urbanistica del Comune di Imperia, l’arch. Ilvo Calzia, il quale nella descrizione dell’area in oggetto definisce la viabilità di accesso “abbastanza ristretta”, essendo costituita “da una unica strada di limitate dimensioni in larghezza ed a fondo cieco”.
  • L’unica via d’uscita (il ristretto tunnel) si immette sulla locale Via Bossi attraverso un innesto diretto e ortogonale creando una pericolosissima curva a novanta gradi “alla cieca” dal momento che non è per nulla visibile né da chi entra o esce dall’area.
  • Problematiche e criticità neppure risolvibili mediante impianti di regolazione di uscita/entrata, posto la Via Bossi è un innesto a propria volta ortogonale di Via De Tommaso che a propria volta è un’intersezione sempre “a gomito” della locale strada ad alto scorrimento Via Aurelia. Motivi per cui la presenza di impianti semaforici o di regolazione di accesso  creerebbero congestionamento e deregolazione del traffico urbano provocando code e arrecando quindi danno e disagio alla popolazione locale.
  • Elementi tutti che sono stati evidentemente obliterati, come dimostra la totale assenza di richiesta di parere alla Polizia Locale e/o al settore Mobilità ed Opere Pubbliche e/o la valutazione di coerenza di tale assetto sull’incidenza del traffico locale e/o della relativa regolamentazione cittadina. Il tutto non può che dimostrare le gravissime carenze istruttorie in cui è incorsa la P.A., oltre che la irragionevolezza, illogicità e irrazionalità della scelta qui contestata.
  • Desta stupore e si manifesta di nuovo illogico ed irragionevole il fatto che un Comune abbia in predicato di progettare un parcheggio rotazionale pubblico all’interno di un cortile privato contornato da condominii e con difficile, oltre che pericolosa, entrata di accesso. Area quindi che appare palesemente incongrua oltreché pericolosa ed inidonea per l’intervento in predicato.
  • Desta ancora più stupore che la P.A. non abbia in alcun modo valutato alcuna localizzazione più congrua e idonea ad accogliere un’opera di tale entità.
  • L’Amministrazione non ha in alcun modo tenuto conto che nelle zone limitrofe del sito qui in discussione vi sono aree più appropriate ed adatte. In tal senso si veda, a titolo esemplificativo, la presenza di un’area di circa 940 mq con possibilità di ricavare al suo interno una fila di ben 30 posti auto “lato monte” predisposti a c.d. “pettine” con possibilità, peraltro, con una minima riconfigurazione dell’assetto dell’area, di ricavare ulteriore spazio e di conseguenza altri 25 stalli per auto “lato mare”, sempre con medesima predisposizione.
    Il tutto, per altro, in un contesto decisamente più agevole e per nulla pericoloso, poiché con via di accesso e uscita direttamente su Via Nizza senza pericolosi innesti schermati dalle mura di palizzate, né accessi a stradine locali di ridottissime dimensioni (come le citate Via Bossi e De Tommaso), né, tanto meno, con promiscuità di accesso/uscita in una sorta di “budello” di passanti, avventori e veicoli, con pregiudizio anche di sicurezza e incolumità pubblica. Appare evidente che tale soluzione sia già più idonea sia sotto il profilo viabilistico che di sicurezza, poiché di ampio respiro e senza pregiudizio perché “aperta” alla visuale del traffico in accesso ed in uscita. Non solo. Appare infine evidente che tale soluzione non prevederebbe neppure le importanti demolizioni, acquisizioni ed espropri (contestati), posto che tale sito, contrariamente a quello per cui si discute, non ha pressoché insistenze. Donde l’assoluta irragionevolezza, illogicità e carenza di valutazione anche in punto c.d. costi  benefici qui evidenziate e oltremodo pacifiche e confermate.
  • Il tutto senza considerare poi che l’area ricade anche in zona coperta da fascia di rispetto fluviale o, comunque, in zona esondabile. Appare allora, ancora una volta, del tutto irragionevole come tale sito possa essere considerato “adatto” per la realizzazione di un parcheggio pubblico rotazionale.

Ecco le controdeduzioni del Comune di Imperia

  • L’accesso all’area da adibire a parcheggio avviene da via Bossi al civico n. 42 tramite un androne di larghezza circa 6 metri con restringimenti alle due estremità e intermedi con larghezza minima circa 3,50 m. Tale accesso risulta idoneo al transito di autoveicoli, come dimostra anche il fatto che all’interno vi sono fabbricati utilizzati per finalità artigianali/produttive sempre risultate accessibili ai veicoli, pure di notevoli dimensioni. Le dimensioni del varco risultano compatibili con il transito di autoveicoli a velocità ridotta con possibilità di limitazioni “a passo d’uomo”, a senso unico alternato, ed ogni altro accorgimento che in sede di progettazione definitiva verrà ritenuto necessario ai fini della sicurezza di veicoli e persone.
  • In sede di progetto definitivo saranno debitamente verificati sia il numero effettivo dei posti auto e moto ricavabili sia i requisiti tecnici.
  • Si rileva come il parcheggio pubblico previsto dalla variante in argomento consenta di sopperire a carenze croniche di parcheggio dovute alla assoluta mancanza di tali dotazioni in zona ed in particolare per gli abitanti dell’imponente edificio che circonda l’area, mentre le originarie previsioni di Piano Regolatore Generale consentirebbero un’edificazione di circa 6.000 mc, con ulteriore aggravio delle carenze urbanizzative e conseguente necessità di ulteriori dotazioni a parcheggio sia pubblico che privato.
  • Via Bossi è una strada locale secondaria interna a senso unico con direzione dall’Aurelia verso il fiume, in cui il transito avviene con velocità ridotta per la conformazione geometrica e con limitazione di portata dei mezzi; non risulta una strada congestionata dal traffico né a traffico intenso, ma semmai con la negativa presenza di auto e moto lungo i lati della strada proprio per la carenza di parcheggi.
  • In sede di progettazione definitiva potranno e dovranno essere previsti ausili per una migliore visibilità e arretramento della eventuale chiusura dell’accesso al fine di permettere lo stazionamento del veicolo ed ogni altro accorgimento progettuale atto a rendere tale accesso nelle migliori condizioni di visibilità e minor intralcio.
  • D’altro canto, tutti i pareri di dettaglio sull’intervento verranno acquisiti sul progetto definitivo, in quanto in questa fase di mera variante urbanistica prodromica all’attivazione delle procedure attuative è prevista per legge solo la predisposizione e l’approvazione di uno studio di fattibilità.
  • Relativamente alla valutazione di soluzioni alternative, si osserva come il quartiere della Foce si sviluppi al di sotto della strada Aurelia SS1, strada molto trafficata ed in cui attraversamento dei pedoni è molto pericoloso, tale da richiedere per la riduzione (non l’eliminazione) del rischio dei pedoni un apposito impianto semaforico (vedasi impianto poco ad est dell’incrocio tra l’Aurelia SS1 e via de Tommaso); la soluzione all’esigenza di parcheggi sottesa alla deliberazione di adozione pertanto va ricercata in spazi al di sotto del tracciato della via Aurelia e l’area individuata dalla variante in argomento risulta l’unica pianeggiante disponibile, non essendo pertanto possibile reperire soluzioni alternative.
  • Il terreno indicato dalla osservante è un’area già di proprietà pubblica e già destinata a Verde Attrezzato dal P.R.G. vigente (FV4B denominata Giardini Città di Rosario), quindi è un Servizio esistente e facente parte della dotazione di standard pubblici per la Città di Imperia, riconosciuto come Parco Urbano dal Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico Regionale sottoposto alle tutele di cui all’art. 36 delle Norme di Attuazione di tale piano, con regime di Conservazione, in zona di vincolo paesaggistico imposto con ben tre Decreti Ministeriali. Inoltre è sottoposto a vincolo puntuale con Dichiarazione di interesse Storico Artistico Particolarmente Importante. Ne consegue la palese inidoneità di tale area già destinata a Verde Pubblico ad essere trasformata in Parcheggio.
  • In sede di progettazione definitiva, necessaria per la dichiarazione di pubblica utilità e per l’ipotizzato esproprio, saranno effettuati tutti gli approfondimenti progettuali necessari al fine di rendere l’opera pubblica dotata di tutti i requisiti di conformità alle normative vigenti.