Imperia: Vigilessa in piazza contro il green pass. “Sono vaccinata, ma contraria alla certificazione. Lo Stato imponga il vaccino” / Video

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C’era anche un’agente della Polizia Municipale di Imperia, Katia Ricci, alla manifestazione “No green pass” che si è svolta oggi pomeriggio in piazza San Giovanni a Oneglia, in occasione dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà della certificazione verde per tutti i lavoratori.

Katia Ricci, 46enne, ha deciso di aderire allo sciopero nazionale di oggi (indetto dalla Fisi, Federazione italiana sindacati intercategoriali), nonostante sia in possesso di green pass, essendosi sottoposta volontariamente alla vaccinazione anti covid, come lei stessa ha dichiarato. La sua posizione, infatti, è di principio, contestando la necessità di una tessera per accedere al proprio posto di lavoro e auspicando, invece, l’introduzione del vaccino obbligatorio.

Imperia: no green pass, alla manifestazione anche l’agente della Polizia Municipale Katia ricci

“Io non aderisco mai agli scioperi, ma a questo ho voluto aderire perchè ci credo. Io sono vaccinata, mi sono vaccinata a luglio volontariamente.

Non mi va questo sistema, che lo Stato obblighi le persone che non si vogliono vaccinare a perdere il posto di lavoro. Non è giusto. Se uno si vuole vaccinare si vaccina, se non lo vuole fare non lo deve fare”.

È una questione di principio?

“È una questione di principio, sono in disaccordo. Lo Stato o mette obbligatorio il vaccino, oppure permette alle persone di andare a lavorare.

Non che uno deve essere obbligato a fare il tampone, che non si trova, c’è il problema delle 48 ore. È problematico”.

Lei lo proporrebbe come soluzione alternativa al Green Pass la vaccinazione obbligatoria?

“Si, che lo Stato metta la vaccinazione obbligatoria. Perchè non fa questo? Se lo avesse messo obbligatorio, questa situazione non ci sarebbe stata.

Penso anche ai ragazzi, agli adolescenti, la situazione che stanno vivendo. Non possono andare in palestra ad allenarsi, nell’età della crescita. È una cosa vergognosa.

I ragazzi almeno una o due volte alla settimana devono fare il tampone per poter fare attività sportiva. I tamponi ovviamente non si trovano perchè la situazione è degenerata. È una vergogna. Dopo due anni della loro adolescenza che come tutti gli altri hanno patito, trovo che sia ingiusta questa cosa. Che poi esiste solo in Italia”.

Oggi ho voluto fare sciopero per solidarietà, per dare il mio supporto. Purtroppo la maggior parte delle persone è disinteressata. Pensa solo ad andare al cinema o al ristorante. È menefreghista nei confronti degli altri”.

Molti di quelli che sono contrari al green pass, sono anche contrari al vaccino. Lei si distingue da questa posizione?

“Si, io ho fatto il vaccino volontariamente. Per fortuna l’ho fatto quando ancora non esisteva questa cosa.

Sinceramente non avrei potuto non farlo, come fa una persona a rimanere senza stipendio? Sarebbe stato veramente demoralizzante. Non ci sta una cosa del genere. Che lo Stato le metta obbligatorio se ha il coraggio”.